Auto elettrica economica: ora la sfida è fissata a 15.000 euro
Con la Citroen 2 CV Concept, Stellantis fissa nuovi standard per rendere accessibile la mobilità a zero emissioni. Gli altri inseguono
C'è stato un tempo, non molto lontano, in cui quando si parlava di auto elettrica economica si accettava come soglia di prezzo una cifra intorno ai 25.000 euro. Quando le prime auto di questo tipo sono arrivate, le Case hanno iniziato a parlare di 20.000 euro come prezzo possibile per vetture a zero emissioni. Oggi l'asticella scende ancora.
La vera sfida, come dimostrano le novità del Salone di Parigi 2026, si sta spostando ancora più in basso: l'obiettivo adesso è arrivare a 15.000 euro. Una cifra che potrebbe cambiare gli equilibri del mercato, rendendo finalmente l'auto elettrica competitiva con le piccole vetture a benzina anche nel prezzo d'acquisto. E questa volta non sono soltanto i costruttori cinesi a voler conquistare la fascia più economica del mercato.
Stellantis sembra avere una marcia in più
Tra i gruppi automobilistici tradizionali, Stellantis sembra essere quello che si è mosso con maggiore decisione. Al Salone di Parigi, Citroën ha presentato la 2 CV Concept, reinterpretazione elettrica della celebre utilitaria francese che anticipa un modello di serie atteso entro il 2028, con un prezzo di partenza di circa 15.000 euro. Lunga 3,76 metri, la nuova 2 CV recupera la filosofia dell'originale: un'automobile semplice, leggera, pratica e soprattutto accessibile.
Citroën 2CV Concept esposta al Salone dell'Automobile di Parigi 2026
Ma il progetto va ben oltre il ritorno di un nome storico. Stellantis ha infatti annunciato una nuova famiglia di vetture elettriche economiche, denominata E-Car, che comprenderà modelli di diversi marchi. La produzione inizierà nel 2028 nello stabilimento italiano di Pomigliano d'Arco, dove sono previsti tre nuovi modelli, tra cui una Fiat.
Il gruppo guidato da Antonio Filosa sembra quindi avere un vantaggio soprattutto sul piano industriale: non sta lavorando a una singola auto economica, ma a una gamma di prodotti destinata a sfruttare piattaforme e tecnologie condivise, con l'obiettivo di raggiungere volumi produttivi importanti.
La E-Car europea, il render di Motor1.com
Dalla Cina arriva la sfida di Geely
Anche i costruttori cinesi, naturalmente, si stanno preparando. Geely, che ha appena introdotto in Italia la E2 con prezzi a partire da 19.900 euro, ha annunciato l'intenzione di proporre un modello ancora più piccolo, posizionato sotto la compatta elettrica e con un obiettivo di prezzo di 15.000 euro. Il problema, come spiegato da Marco Santucci (managing director di Jameel Motors Italy, azienda responsabile delle operazioni di Geely in Italia) è trovare il modo di mantenere standard di qualità e di sicurezza in linea con i livelli del brand su auto molto poco costose.
Ma la Cina, in generale, può contare su vantaggi competitivi importanti: economie di scala, una filiera delle batterie fortemente integrata e costi di sviluppo generalmente inferiori a quelli europei. Del resto, un primo assaggio di questa competizione è già arrivato con la Leapmotor T03 (Sstellantis, di nuovo), proposta in Italia anche a 15.900 euro grazie alle promozioni commerciali. Un prezzo che, però, non coincide con il listino ordinario.
Geely E2 (2026)
Le altre europee si fermano a 20.000 euro
Renault e Volkswagen stanno seguendo strategie differenti. La nuova Twingo E-Tech Electric è già disponibile a partire da 19.500 euro, mentre Volkswagen ha fissato a circa 20.000 euro il prezzo obiettivo della futura elettrica anticipata dalla ID. EVERY1, attesa nel 2027. Poi c'è la Dacia Spring, che resta la più economica, e presto ci sarà anche la Smart #2, filosofia completamente differente ma, anch'essa, con prezzo di partenza intorno ai 20.000 euro.
Sono cifre che testimoniano i progressi compiuti negli ultimi anni, ma che lasciano ancora spazio a chi riuscirà a scendere di un ulteriore 25%. Per farlo non basterà utilizzare batterie più piccole ed economiche. Sarà necessario ripensare le automobili nel loro complesso, semplificando componenti, architetture e processi produttivi. Un ruolo importante potrebbe essere svolto anche dalla futura categoria europea E-Car, concepita per favorire la diffusione di vetture piccole, leggere e accessibili.
La concept car Volkswagen ID.Every1 da cui prenderà vita la futura piccola city car ID.1
La vera rivoluzione dell'elettrico potrebbe quindi non essere una nuova batteria allo stato solido capace di percorrere 1.000 chilometri, ma il ritorno di un'automobile popolare che costi quanto una piccola utilitaria a benzina. Il Salone di Parigi dimostra che la corsa è iniziata.
Fotogallery: Citroën 2CV Concept (2026)
Consigliati per te
Tutti i motori della Citroen C3 elettrica
In America c'è chi trasforma le Tesla in minibus e pick-up
Geely E2 vs Citroen e-C3, duello tra elettriche a basso costo
Tesla cambia il nome di FSD in Europa, ma per l’Italia...
Il Tesla Cybertruck potrebbe avere i giorni contati
Lambretta, arriva l'elettrica: 119 km di autonomia
Tesla spiazza tutti, cos'è successo in Germania