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Mappe delle colonnine, come scegliere il punto giusto per la ricarica

Potenza, connettori e disponibilità in tempo reale fanno la differenza tra una sosta rapida e un imprevisto in viaggio

Mappe delle colonnine, come scegliere il punto giusto per la ricarica
Foto di: Motor1 Italia visual (AI-assisted)
Eleonora Lilli Eleonora Lilli

Decine di puntini su una mappa non dicono se la ricarica andrà a buon fine. Serve capire che cosa raccontano quei simboli: posizione, potenza, tipo di connettore e disponibilità in tempo reale cambiano la riuscita di un viaggio.

Nell'Unione Europea la capacità complessiva delle infrastrutture di ricarica pubbliche ha raggiunto circa 41,6 GW a giugno 2026. Le stazioni pubbliche sono salite di circa il 21% su base annua, fino a circa 195.000 a maggio. Nello stesso quadro, aggiornato al secondo trimestre 2026, l'Italia risulta tra i Paesi con il divario più marcato tra colonnine e distributori tradizionali di benzina e diesel.

Come scegliere una colonnina dalla mappa

La prima cosa da guardare non è il puntino più vicino, ma quello più affidabile per il tipo di viaggio che si sta facendo. Una colonnina in centro città va bene per una sosta breve mentre si fa la spesa. Su un lungo tragitto serve invece una stazione pensata per la ricarica rapida, posizionata lungo le arterie principali.

In Italia il collegamento tra mappa e rete stradale non è solo grafico. I bandi del PNRR (il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) e le norme tecniche legano parte delle nuove installazioni alle arterie principali, con requisiti di accessibilità che riducono le deviazioni dal percorso. Questo criterio torna utile anche quando si legge la mappa: più la colonnina è vicina all'asse del tragitto, meno tempo si perde per raggiungerla.

Non tutte le mappe raccontano la stessa cosa allo stesso modo. Alcune mostrano solo la posizione, altre aggiungono lo stato in tempo reale e il prezzo al chilowattora. Vale la pena confrontare più fonti, come mostra il caso di chi ha attraversato l'Italia in elettrica affidandosi a una rete di ricarica dedicata. Oppure osservare come stanno cambiando le mappe pubbliche nei grandi centri urbani, sul modello sperimentato a San Francisco.

San Francisco punta a 100 colonnine sui marciapiedi entro il 2030, dopo il test avviato nel 2025.
Foto di: Motor1 Italia visual (AI-assisted)

Potenza, connettori e disponibilità: cosa controllare

La potenza indicata sulla mappa, espressa in kW, dice quanto velocemente la batteria può ricaricarsi. Sopra i 50 kW si parla di ricarica rapida, con tempi da mezz'ora per recuperare gran parte dell'autonomia. Sotto quella soglia si tratta di ricarica lenta o semi-rapida, più adatta a soste lunghe.

Il connettore è altrettanto decisivo. In Europa lo standard per la ricarica rapida in corrente continua è da anni il CCS Combo 2. Per la corrente alternata delle colonnine pubbliche a potenza inferiore resta invece il Type 2. Sulla mappa conviene controllare che il simbolo del connettore corrisponda a quello dell'auto.

La disponibilità in tempo reale è il dato più fragile. Una colonnina segnata come libera può risultare occupata o guasta all'arrivo, perché non tutte le mappe si aggiornano con la stessa frequenza. Anche i grandi operatori stanno lavorando per rendere questa informazione più affidabile, come mostra l'integrazione dei Supercharger Tesla nelle mappe generaliste.

Prima di partire conviene anche verificare come funziona il pagamento, perché non tutte le colonnine accettano la stessa modalità. Alcune richiedono un'app o un abbonamento. Altre permettono il pagamento diretto con carta di credito al momento della ricarica. La distribuzione territoriale resta comunque disomogenea: secondo l'ACEA Pocket Guide 2026 e le elaborazioni nazionali, in Italia al 31 dicembre 2025 erano installati 73.047 punti pubblici di ricarica. Le differenze tra regioni e province restano forti, ed è proprio quello che la sola mappa, senza questi criteri di lettura, non riesce a far emergere.