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Il trucco di Tesla Powerwall 3 per scaldare l’acqua quando l’energia costa meno

Il Powerwall 3 ora dialoga anche con la pompa di calore e scalda l'acqua sanitaria nei momenti di energia più economica

Il trucco di Tesla Powerwall 3 per scaldare l’acqua quando l’energia costa meno
Foto di: Tesla
Eleonora Lilli Eleonora Lilli

Il Powerwall 3 di Tesla ora parla con la pompa di calore di casa e decide da solo quando conviene scaldare l'acqua. La funzione si chiama Heat Pump Optimization ed è appena arrivata in Europa: collega per la prima volta l'energia solare in eccesso, o quella acquistata nelle ore più economiche, al riscaldamento dell'acqua sanitaria.

In pratica, il sistema di accumulo monitora la produzione solare e i prezzi dell'elettricità durante il giorno. Quando le condizioni sono favorevoli, invia alla pompa di calore un comando "Boosted": la temperatura dell'acqua sale oltre il bisogno immediato della casa, e l'energia in più resta immagazzinata nel serbatoio come calore.

Tesla Powerwall 3: come funziona Heat Pump Optimization

La funzione lavora su due modalità, pensate per abitudini diverse. In Self-Powered, il comando Boosted scatta solo quando resta energia solare in eccesso dopo aver coperto tutti gli altri consumi della casa: una logica pensata per chi vuole sfruttare al massimo i pannelli già installati, come racconta anche l'integrazione tra fotovoltaico e ricarica dell'auto elettrica.

 

In modalità Savings, invece, il riscaldamento potenziato può attivarsi anche quando l'elettricità di rete tocca il prezzo più basso previsto nelle 24 ore successive, lo stesso principio che guida la scelta delle fasce orarie più convenienti per ricaricare un'auto elettrica. Il sistema torna alla modalità normale non appena i prezzi rientrano nella fascia media.

Un serbatoio da 300 litri riscaldato di 30 gradi può accumulare circa 10,5 kWh di energia termica, una riserva che permette alla casa di restare calda anche quando il sole è tramontato o l'elettricità torna cara. I segnali del Powerwall restano comunque raccomandazioni: le impostazioni del termostato della pompa possono sempre prevalere.

Powerwall 3 e pompe di calore: requisiti SG-Ready

La funzione si appoggia allo standard SG-Ready, introdotto nel 2012 dall'associazione tedesca delle pompe di calore (BWP): un protocollo che permette alla pompa di ricevere segnali di controllo esterni attraverso un contatto dedicato, chiamato SG-2. Serve un collegamento fisico, un relè a bassa tensione con due conduttori tra il Powerwall (o il Backup Gateway) e il morsetto della pompa, installato e messo in servizio da un tecnico certificato Tesla.

Per attivare Heat Pump Optimization servono inoltre un Powerwall 3 o Powerwall 3P con firmware 26.26 o successivo, l'app Tesla in versione 4.59.1 o superiore e una pompa di calore certificata SG-Ready con il contatto SG-2 configurato per i segnali esterni. Ogni segnale deve durare almeno 10 minuti, e in caso di blackout il sistema torna subito alla modalità normale per dare priorità ai carichi di backup, lo stesso meccanismo descritto per il backup domestico delle Model 3 e Model Y senza Powerwall 3.

Il lancio arriva in un momento di crescita per il settore: in Germania nel 2025 sono state vendute 299.000 pompe di calore, il 55% in più rispetto all'anno precedente. Tesla, che ha superato il milione di Powerwall venduti già nel 2022, punta ora a rendere quell'accumulo utile anche fuori dalla rete elettrica, dentro i serbatoi d'acqua calda delle case europee.