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Ricarica auto elettrica con carta: cosa cambia dal 2027

Carta di credito, prezzi chiari e nuove colonnine rapide: ecco cosa cambia in Europa e quando entreranno a regime le nuove regole

Foto - Free To X inaugura stazione a Milano Linate
Eleonora Lilli Eleonora Lilli

Per chi guida un'auto elettrica, ricaricare dovrebbe essere semplice come fare benzina. In realtà, come sappiamo ancora oggi non è sempre così: app diverse, tessere RFID, QR code, registrazioni e abbonamenti possono rendere l'operazione più complicata del previsto.

A cambiare le cose è il regolamento europeo AFIR (Alternative Fuels Infrastructure Regulation), entrato in vigore il 12 ottobre 2023 e applicabile dal 13 aprile 2024. Una parte importante delle nuove regole, però, diventerà effettiva dal primo gennaio 2027, quando il pagamento con le normali carte bancarie dovrà essere molto più diffuso.

Ricaricare l'auto elettrica come fare un acquisto qualsiasi

L'obiettivo dell'AFIR è arrivare a una situazione in cui per ricaricare un'auto elettrica non sia necessario conoscere in anticipo quale app usare o avere una tessera del gestore. Alle colonnine interessate dalle nuove regole sarà possibile utilizzare direttamente carta di credito o di debito, anche contactless, attraverso un lettore POS. In altre parole, si avvicina la carta al terminale, si avvia la ricarica e si paga senza dover creare un account.

Per le colonnine con potenza superiore a 50 kW installate dal 13 aprile 2024, il lettore per i pagamenti elettronici è già previsto dalla normativa. Dal primo gennaio 2027 l'obbligo riguarderà anche quelle installate prima di questa data. Per i punti di ricarica sotto i 50 kW resta invece possibile utilizzare un sistema digitale sicuro, come un QR code che porta alla pagina web del gestore, dove si deve poter pagare senza registrarsi o sottoscrivere un abbonamento.

L'AFIR non riguarda però soltanto i pagamenti. Il regolamento europeo stabilisce anche obiettivi per la diffusione delle infrastrutture: lungo i principali corridoi della rete europea TEN-T dovranno essere installate stazioni di ricarica rapida a intervalli massimi di 60 km, con una potenza minima prevista di 150 kW. Per i veicoli pesanti sono previste infrastrutture specifiche e potenze più elevate.

Prezzi chiari e colonnine sempre più facili da trovare

Un'altra parte importante dell'AFIR riguarda quanto si paga. Prima di iniziare una sessione, il prezzo dovrà essere mostrato in modo chiaro sul display della colonnina. La tariffa dovrà indicare in maniera comprensibile il costo dell'energia in euro per kWh, eventuali costi legati al tempo di utilizzo e il prezzo fisso di avvio della sessione o altre tariffe applicate. L'idea è evitare che il prezzo finale riservi sorprese all'automobilista.

Non saranno inoltre ammessi costi di transazione fissi scollegati dal consumo di energia. Potrà invece essere applicata una tariffa per l'occupazione dello stallo dopo la fine della ricarica, purché sia indicata chiaramente. I gestori delle colonnine, chiamati CPO (Charging Point Operator), dovranno inoltre fornire in tempo reale ad app e navigatori informazioni sulla posizione delle stazioni, sulla loro potenza e sul loro stato: libera, occupata oppure fuori servizio.

In Italia il passaggio è già iniziato, ma la diffusione dei POS sulle colonnine non è ancora uniforme. Sulla rete autostradale la situazione è più avanzata: nelle aree attrezzate da Free To X, società che sviluppa e gestisce infrastrutture di ricarica sulla rete autostradale italiana, è presente almeno un terminale per pagare con carta.

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Foto di: Ewiva

Anche operatori come Ewiva, joint venture tra Enel e Volkswagen dedicata alla ricarica rapida, e Atlante, società del gruppo NHOA specializzata nelle infrastrutture di ricarica rapida, stanno aumentando progressivamente la presenza di sistemi di pagamento diretto sulle colonnine ad alta potenza. Il traguardo fissato dall'Europa è però il primo gennaio 2027.