Home
BMW
News
L'auto resterà centrale: la sfida è su tecnologia e intermodalità
BMW, The European House Ambrosetti e gli operatori del settore spiegano come la mobilità individuale si integrerà con quella collettiva

Riccardo Ciriaco 
Di: Riccardo Ciriaco
25 ott 2021 alle 17:46
Aggiungi InsideEVs alle fonti preferite su Google
- (https://twitter.com/intent/tweet?url=https%3A%2F%2Finsideevs.it%2Fnews%2F543081%2Fmobilita-individuale-collettiva-auto-elettriche%2F&text=L%27auto%20rester%C3%A0%20centrale%3A%20la%20sfida%20%C3%A8%20su%20tecnologia%20e%20intermodalit%C3%A0&via=insideevsitalia)
- Copia
Condividi
La mobilità privata, accanto al trasporto pubblico, vuole essere in prima fila per contribuire alla decarbonizzazione degli spostamenti in città.
L’argomento è stato al centro del lungo dibattito “Innovare la mobilità individuale per accelerare la transizione ecologica delle città”, ospitato da BMW e The European House Ambrosetti.
Alcuni numeri
La discussione è partita dalla presentazione dello studio “Il ruolo della transizione ecologica e digitale per la sostenibilità della mobilità individuale nelle città italiane”. Illustrata da Lorenzo Tavazzi, partner e responsabile Area Scenari e Intelligence per The European House–Ambrosetti, l’analisi dimostra come, nelle intenzioni degli automobilisti, la paura di contagiarsi sui mezzi pubblici aumenterà ancora l’uso dell’auto privata, che sta già raggiungendo il suo massimo livello storico, a quota 84%.
Questo sta succedendo in un Paese come il nostro che ha già il secondo tasso di motorizzazione più alto in Europa, dietro solo al piccolo Lussemburgo (662 veicoli ogni 1.000 abitanti), e con il parco auto più anziano nel Vecchio Continente: il 54% delle vetture ha ancora una classe ambientale uguale o inferiore all’Euro 4, con un’età media di 11,4 anni.

Passione auto
“La mobilità individuale sarà ancora importante”, ha quindi commentato Tavazzi. Un pensiero perfettamente in linea con quello di Massimiliano Di Silvestre, presidente e a.d. di BMW Italia: “Non può esserci un futuro senza auto”. Perciò, la sostenibilità non passerà solo dal trasporto pubblico: i veicoli privati continueranno ad avere un compito importante. L’unica cosa che cambierà sarà il modo in cui ci approcceremo ad essi.
Chiave tecnologia
E qui entra in gioco la tecnologia, che “giocherà un ruolo cruciale”, soprattutto per “favorire il dialogo tra mobilità pubblica e privata”, ha aggiunto Di Silvestre. Un esempio? L’a.d. ha ricordato il sistema BMW eDrive Zone, installato nelle auto ibride plug-in della Casa, che attiva automaticamente la marcia in elettrico quando la vettura entra in una Ztl.
Ma se ne possono fare tanti altri, ragionando soprattutto in ottica di trasporto intermodale, cioè viaggiare in auto fino a un certo punto e poi cambiare mezzo. Per far funzionare il meccanismo, “serve una piattaforma che integra tutto”, ha spiegato Paolo Marchetti, direttore commerciale di Atm, perché “le persone non si muovono più in modo programmato: a guidare il nostro tempo la decisione presa d’impulso”. Quello di cui abbiamo bisogno ora è “un servizio di qualità”.

La pensa allo stesso modo Angelo Costa, amministratore delegato di Arriva Italia. Rivolgere una buona offerta agli utenti è fondamentale “per realizzare l’obiettivo del Pnrr di spostare il 10% dei passeggeri verso il trasporto collettivo”. La sola “leva della sostenibilità” non basta più.
A loro due si è accodato Mauro Bonaretti, direttore generale per la Mobilità sostenibile al Mims, che ha aggiunto: “Non abbiamo un problema di risorse, ma di governance. Serve la capacità di leggere il sistema nella sua complessità, perché le nostre città hanno troppo strumenti normativi”. La soluzione? “Un piano urbano complessivo, che comprenda anche lo sharing”.
Il ruolo delle aziende
Proprio la condivisione dei mezzi di trasporto è un’altra delle chiavi per aprire le porte alla mobilità individuale sostenibile. Lo ha ricordato Andrea Leverano, di Share Now, richiamando i vantaggi ambientali delle auto in sharing, considerati “il valore aggiunto da parte di chi usa il servizio”.
Ma a guidare la transizione, incentivando l’uso delle auto elettriche, saranno soprattutto le imprese private, attraverso l’installazione delle colonnine aziendali. Così, almeno, ha sostenuto Fabio Pressi, ceo di A2A E-Mobility, perché è lì che “le auto si cambieranno per prime e ci sarà più facilità di ricaricare le batterie per sopperire alla mancanza di infrastrutture in strada”.
Dello stesso avviso è Luca Daniele, amministratore delegato di Telepass Pay. Se, finora, la sua società ha focalizzato l’offerta dei servizi sui cittadini, dall’anno prossimo “si rivolgerà alle aziende”, dialogando in particolare con la figura del mobility manager. Per Daniele, “offrire alle imprese un sistema che consente di gestire la mobilità dei dipendenti è un fattore in più a livello educativo e culturale per dare la spinta al cambiamento”.
Le auto elettriche in Italia
I veri problemi dell'auto elettrica in Italia (e come risolverli)
L'Italia potrebbe avere un ruolo chiave per la Tesla da 25.000 $
L'Italia delle batterie c'è: nasce l'alleanza per il riciclo e riuso
Gli incentivi? “Non sono tutto, ecco cosa serve per l’auto elettrica”
Condividi quest'articolo
- (https://twitter.com/intent/tweet?url=https%3A%2F%2Finsideevs.it%2Fnews%2F543081%2Fmobilita-individuale-collettiva-auto-elettriche%2F&text=L%27auto%20rester%C3%A0%20centrale%3A%20la%20sfida%20%C3%A8%20su%20tecnologia%20e%20intermodalit%C3%A0&via=insideevsitalia)
- Copia
DI TENDENZA

L’aereo elettrico che decolla in verticale promette costi da auto privata

Auto elettriche usate, perché si svalutano così in fretta?

Ricarica elettrica, perché le colonnine fanno così tanto rumore?

Geely E2 vs Citroen e-C3, duello tra elettriche a basso costo
ULTIMI ARTICOLI
- L’aereo elettrico che decolla in verticale promette costi da auto privata 20 Ott - Attualità
- Ricarica elettrica, perché le colonnine fanno così tanto rumore? 20 Ott - Ricarica e colonnine
- Auto elettriche usate, perché si svalutano così in fretta? 20 Ott - Mercato e industria
- Ricarica ultraveloce, Fastned cresce e punta a 500 stazioni 20 Ott - Ricarica e colonnine
- La svolta elettrica parte dalle strade, Anas entra in Motus-E 20 Ott - Attualità
- Quest'auto elettrica cinese può cambiare batteria per avere più autonomia 20 Ott - Batterie
- Geely E2 vs Citroen e-C3, duello tra elettriche a basso costo 20 Ott - Attualità
Consigliati per te

Dentro la nuova fabbrica BMW in Cina dove nascono le batterie Gen6

L’aereo elettrico che decolla in verticale promette costi da auto privata

La BMW i3 percorre 1.213 km con un pieno: ecco il test in Cina

Ricarica elettrica, perché le colonnine fanno così tanto rumore?

BMW iX4: 800 volt, batteria da 108,7 kWh e ricarica a 400 kW

Auto elettriche usate, perché si svalutano così in fretta?

La nuova BMW i3 ha una fabbrica di batterie tutta sua