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Perché i dazi di Trump fanno bene solo a Tesla
La Casa di Elon Musk è l’unica a vendere auto per gli USA prodotte negli USA. Così saranno colpite anche Ford, GM e Stellantis

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Riccardo Ciriaco 
Di: Riccardo Ciriaco
28 mar 2025 alle 12:00
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Il dado è tratto. Dal 3 aprile, tutte le auto importate negli Stati Uniti pagheranno un dazio del 25%. Così vuole il presidente Donald Trump, che aveva promesso la guerra commerciale durante la campagna elettorale che l’ha riportato alla Casa Bianca.
Un mese dopo, il 3 maggio, entrerà in vigore anche la sovrattassa sui componenti per veicoli che valicano i confini degli States, pari sempre al 25%. A pagare dazio, perciò, saranno non solo i costruttori stranieri, ma anche quelli americani che hanno delocalizzato parte della produzione in Paesi come Canada e Messico o che, comunque, acquistano componenti dall’estero.
Gli esperti stimano rincari medi da 6.700 dollari a vettura “not made in USA”, per un totale di 100 miliardi all’anno, che peseranno soprattutto sulle tasche degli automobilisti interessati a un’auto nuova.
Con l’obiettivo di riportare la produzione su suolo statunitense, la mossa di The Donald dipinge un quadro che, all’apparenza, vede solo sconfitti. Il vincitore, però, c’è: Elon Musk, ceo di Tesla e capo del nuovo dipartimento per l’Efficienza governativa (Doge).
“Le auto più prodotte in America”
Come notano analisti e stampa locale, la Casa del supermanager è l’unica a vendere veicoli negli Stati Uniti prodotti al 100% proprio negli States. La stessa Tesla, il 23 marzo, ha pubblicato un tweet in cui si vanta di avere “le auto più prodotte in America”, precisamente a Fremont, in California, e Austin, in Texas.
Fabbrica Tesla Produzione Fremont, California Model S, Model 3, Model X e Model Y Austin, Texas Model Y e Cybertruck Nevada Semi, motori e batterie New York Solar Roof e Supercharger
Le connazionali Ford, General Motors e Stellantis (con i marchi Chrysler, Dodge, Jeep e Ram) si fermano a percentuali che oscillano fra il 52% e il 77%, perché il resto della produzione è spostata in Canada, Messico e altri Paesi.
Alcuni esempi sono la Chevy Trax, che arriva dalla Corea del Sud, e le Ford Mustang Mach-E, Jeep Compass e Jeep Wagoneer S, costruite in Messico.
Dove producono Ford, GM e Stellantis
- Ford: 77% USA, 21% Canada/Messico e 2% altri Paesi.
- General Motors: 52% USA, 30% Canada/Messico e 18% altri Paesi
- Stellantis: 57% USA, 39% Canada/Messico e 4% altri Paesi
Conflitto di interessi
Non contento, Elon Musk ha scritto su X che “Tesla non è indenne da questa situazione”. L’impatto dei dazi è “ancora significativo”. Vero, perché anche la sua azienda importa componenti da Stati stranieri, con quote del 20-30%. Ma resta il fatto che le sue auto elettriche, al 100% “made in USA”, saranno le meno colpite.
Si potrebbe obiettare che pure Lucid e Rivian costruiscono esclusivamente nel Paese a stelle e strisce, ma è anche vero che le due startup avranno difficoltà ad assorbire costi aggiuntivi a causa delle perdite che registrano.
I nuovi dazi confermano così il conflitto di interessi fra le politiche industriali di Trump e gli affari di Elon Musk, in una guerra commerciale che, senza vincitori né vinti, limita i danni del più ricco capodipartimento della storia.
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