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Batterie allo stato solido? Dal 2030: parola di Honda e Toyota
Le Case giapponesi vogliono risolvere problemi strutturali e mettere a punto metodi produttivi affidabili. Ma intanto, in Cina...

Francesco Barontini 
Di: Francesco Barontini
27 gen alle 14:00
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Le batterie allo stato solido stanno arrivando. Anzi no, ci sono ancora problemi da risolvere. Eppure alcuni costruttori dicono di essere prossimi a immetterle sul mercato. Insomma, non si capisce più niente.
In verità, tutte queste notizie (e non passa giorno che non esca qualcosa) non sono per forza discordanti. Da una parte, le batterie allo stato solido sono pronte, prodotte e funzionanti. Dall'altra, sono ancora quasi sempre in fase prototipale, vengono realizzate in piccoli numeri e con metodi non sempre sostenibili dal punto di vista economico.
Gli ultimi scogli da superare
Fotografando al situazione attuale, si può affermare che ci sono vetture-laboratorio che svolgono test su strada, impianti pilota per la definizione dei processi produttivi e centri di ricerca che migliorano le formule chimiche e le architetture interne, ma di auto con batterie allo stato solido in commercio non se ne vedono ancora.

Il prototipo della Honda 0 SUV
Foto di: Honda
Nonostante un crescente entusiasmo, ci sono problemi da risolvere. Honda e Toyota, pubblicando i loro ultimi brevetti, offrono una fotografia precisa di cosa separa le batterie allo stato solido dalla loro consacrazione definitiva: l'adozione su modelli di serie.
Allungare la durata
Per Honda, il cuore della questione riguarda la resistenza alle sollecitazioni meccaniche e termiche. Quando una batteria si carica e si scarica, le sue parti interne si espandono e si contraggono. Nelle batterie agli ioni di litio con elettrolita liquido questo movimento è gestito abbastanza bene, ma nei sistemi con elettrolita solido il rischio è la formazione di crepe e distacchi tra gli strati.
I nuovi brevetti Honda si concentrano proprio su come migliorare la struttura interna delle celle per resistere a questa sollecitazione, evitando che la batteria si danneggi prima di raggiungere un numero significativo di cicli di carica.

Toyota Corolla Concept
Foto di: Toyota
Stato solido per tutti
Toyota, dal canto suo, sta focalizzando l'attenzione su un aspetto diverso: la produzione su larga scala con metodi efficienti. Secondo i brevetti più recenti, i tecnici Toyota stanno affrontando problemi legati alla sensibilità delle batterie allo stato solido a contaminazioni, umidità e variabili di processo che nelle fasi di laboratorio possono essere controllate, ma in una vera fabbrica diventano un incubo logistico.
Per Toyota, insomma, il vero progresso non è avere una tecnologia valida su carta, ma assicurarne la ripetibilità e l’affidabilità durante la produzione industriale, con ogni batteria che esca dallo stabilimento con specifiche identiche.

Le batterie allo stato solido di Chery
Foto di: CarNewsChina
Quanto si deve aspettare ancora?
I brevetti Honda e Toyota aiutano a chiarire come le batterie allo stato solido debbano superare ancora una serie di ostacoli. Ostacoli, che, secondo i vertici di entrambi i costruttori, saranno messi alle spalle non prima del 2030.
E in Cina c'è chi la pensa allo stesso modo. Però ci sono anche Case che stanno forzando i tempi. C'è chi dice che le prime auto elettriche con questo tipo di accumulatori saranno messe in vendita già nel 2027. Poi c'è Chery, che addirittura potrebbe vendere la prima vettura con batteria allo stato solido nel 2026. Insomma, a quanto pare e per quanto ancora si parli di esperimenti o poco più, l'attesa è quasi finita.
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