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In California basta una presa di casa per farsi il solare da balcone

Dal 2027 bastano una presa e un pannello certificato per produrre energia in casa, fino a 1.200 watt e senza permessi tradizionali

In California basta una presa di casa per farsi il solare da balcone

Foto di: Motor1 Italia visual (AI-assisted)

Eleonora Lilli Eleonora Lilli

Di: Eleonora Lilli

4 ott alle 07:00

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In California il fotovoltaico fai-da-te fa un passo avanti: il governatore dello Stato americano, Gavin Newsom, ha firmato una nuova legge chiamata Plug and Play Solar Act per rendere più facile l'uso di piccoli pannelli solari a casa, senza dover affrontare tutta la trafila prevista per un impianto fotovoltaico tradizionale.

Si parla soprattutto dei classici sistemi da balcone, patio o giardino, quelli che si possono collegare direttamente a una presa di casa per produrre un po' di energia e ridurre quella prelevata dalla rete. La legge non parte subito però: entrerà in vigore a gennaio 2027.

E le auto elettriche? Il provvedimento non è stato pensato specificamente per ricaricarle, ma l'energia prodotta dai pannelli potrà naturalmente essere utilizzata anche dalla casa e, quindi, dalle apparecchiature collegate all'impianto elettrico, come una wallbox.

Dal 2027 il solare da balcone è legale in California

Fino a oggi, installare un pannello solare negli Stati Uniti comportava quasi sempre un accordo di interconnessione con il gestore di rete locale, oltre a permessi e verifiche tecniche. Il Plug and Play Solar Act esenta i sistemi qualificati dagli obblighi di interconnessione formale, dai relativi oneri e dalle approvazioni preventive legate a quella procedura.

Attenzione però: l'esenzione non è permanente. Scade il 1° gennaio 2030, salvo una proroga del legislatore californiano.

Fino a quella data le utility (le aziende che gestiscono la distribuzione di elettricità) possono comunque chiedere una notifica o registrazione tramite una procedura online gratuita, e fissare requisiti ragionevoli. Non potranno però imporre un accordo di interconnessione tradizionale né costi aggiuntivi per i proprietari.

Un pannello plug-in collegato a una presa esterna è già una realtà in alcuni mercati, come i primi pannelli solari da balcone con attacco alla presa già in vendita negli USA. La California diventa ora il più grande mercato del paese ad aprire formalmente a questa tecnologia.

Limite di 1.200 watt e regole di sicurezza

La legge fissa un tetto preciso: i sistemi qualificati possono avere una potenza combinata massima di 1.200 watt in corrente alternata per abitazione. È un limite pensato per piccoli impianti integrativi, non per sostituire un impianto fotovoltaico da tetto o coprire l'intero fabbisogno energetico di una casa.

I dispositivi devono essere certificati da Underwriters Laboratories (UL), l'ente statunitense che certifica la sicurezza dei prodotti elettrici, o da un laboratorio di test equivalente come sistemi fotovoltaici plug-in riconosciuti a livello nazionale. Devono inoltre rispettare i codici elettrici in vigore.

È richiesto anche uno spegnimento automatico entro pochi secondi in caso di interruzione della rete elettrica. In pratica, serve a evitare che il pannello continui a immettere energia durante un blackout.

La legge non stabilisce una procedura dedicata per usare questi pannelli nella ricarica di un'auto elettrica: l'energia prodotta compensa semplicemente i consumi della casa, comprese eventuali prese collegate a una colonnina domestica. Il tema si inserisce in un quadro più ampio, lo stesso che riguarda l'abbinamento tra tetto fotovoltaico e ricarica dell'auto elettrica e la crescita delle batterie domestiche abbinate al boom del solare, dove la rete elettrica locale resta il punto di equilibrio da gestire.

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