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Elon Musk critica il Full Self Driving, ma poi spiega meglio
Il ceo della Casa ammette: "La beta version 9.2 non è all'altezza". Il giorno dopo aggiunge: "La 9.3 è molto meglio!"

Francesco Barontini 
Di: Francesco Barontini
Aggiornato: 25 ago 2021 alle 15:37
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Che il nuovo Full Self Driving di Tesla avesse dei problemi era noto. I continui ritardi non facevano credere altrimenti. Ma adesso è Elon Musk in persona a dichiarare che la tecnologia è tutt'altro che pronta.
L'ammissione arriva dopo una serie di uscite con tono rassicurante, in cui spiegava che la tecnologia era in via di messa a punto e che per quanto il sistema fosse più complesso del previsto sarebbe stato rivoluzionario una volta giunto sul mercato. In un tweet pubblicato ieri, il numero uno di Tesla fa dunque una mezza retromarcia affermando che la versione Beta 9.2 dell'FSD non ha raggiunto gli standard previsti.
Un lavoro senza sosta
Gli ingegneri della Casa di Palo Alto in questo momento stanno lavorando ininterrottamente per riparare bug e malfunzionamenti che si sono presentati in corso d'opera e per sviluppare un unico sistema in grado di gestire correttamente sia le situazioni che si incontrano nella guida in autostrada sia quelle tipiche di un contesto urbano.
Il problema, a quanto pare, sta nel fatto che il Full Self Driving necessità di una mole incredibile di dati per sfruttare l'enorme potenziale delle reti neuronali su cui si basa.
La 9.3 è tutto un altro mondo
Torniamo un attimo alla questione della versione tanto criticata. Gli ingegneri non devono aver dormito sonni tranquilli di fronte all'uscita pubblica del grande boss. Anzi, probabilmente non hanno dormito affatto, lavorando giorno e not sulla risoluzione dei problemi.
E devono aver fatto un ottimo lavoro, se il giorno dopo, sempre Elon Musk - e sempre su Twitter - ha aggiustato a dir poco il tiro affermando: "Ho appena guidato il Full Self Driving 9.3 da Pasadena all'Aeroporto di Los Angeles. Grandi miglioramenti!". Allarme rientrato, dunque? Mica tanto. Prima di tutto perché i pochi utenti che hanno avuto accesso al Full Self Driving proprio la versione 9.2 stanno usando. E poi perché, per ora, di date di rilascio al pubblico ancora non ci sono tracce.
Un tasto dolente
Il fatto che il sistema di guida autonoma sviluppato da Tesla sia attualmente riconosciuto come uno dei migliori in circolazione non ha risparmiato problemi e difficoltà a Elon Musk. Di recente la Casa di Palo Alto ha dovuto affrontare lo scrutinio della National Highway Traffic Safety Administration, l’autorità di sicurezza stradale statunitense, a causa di alcuni incidenti che hanno coinvolto le vetture Tesla.
Secondo alcuni senatori USA, poi, le cause di questi incidenti sarebbero da riportare parzialmente anche ad alcune scorrettezze nel marketing di Tesla, che avrebbe spacciato per fully self-driving l’Autopilot, nonostante nella pratica non lo fosse.
Ma come funziona l’Autopilot Tesla?
Quattro giorni fa Elon Musk ha svelato i segreti dell’Intelligenza Artificiale targata Tesla all’AI Day di Palo Alto. La metafora che ha percorso la spiegazione del nuovo sistema aveva caratteri fortemente “biologici”: la macchina è stata descritta come un organismo vivente condotto dall’Autopilot nelle vesti di una sorta di cervello futuristico.
E, come ogni cervello, l’Autopilot utilizza un vasto sistema di reti neuronali. Tra queste ce n’è una che analizza i dati provenienti dalle telecamere e li invia a una rete neuronale ancora più grande e complessa. Questa operazione permette alla vettura di avere una visione di insieme dello scenario circostante. In risposta alle critiche dei senatori statunitensi e alle inchieste dell’NHTSA, poi, Musk aveva precisato che il Full Self Driving non è da considerarsi un sistema di guida autonoma di Livello 5, cioè completamente indipendente, e che quindi il conducente deve avere sempre pieno controllo della vettura.

I problemi da risolvere
Musk aveva infine segnalato due problemi ancora presenti sull’Autopilot, che hanno a che fare, esattamente come riportato dal suo tweet, con l’apprendimento di alcune situazioni di guida particolari.
Il primo riguarda la lettura dell’ambiente anche in presenza di ostacoli che occludono la visuale, mentre il secondo riguarda il riconoscimento di segnali che anticipano alcune modifiche temporanee della viabilità. Risolvere i problemi di apprendimento significherebbe condurre l’Autopilot a un livello tecnologico inedito. Probabilmente questa è la sfida maggiore che Tesla dovrà affrontare nel prossimo futuro.
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