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La Cina decide cosa può chiamarsi "batteria allo stato solido"
La proposta IEC guidata dalla Cina introduce il limite di perdita di massa dello 0,5%, con commercializzazione oltre il 2030

Foto di: Shutterstock
Fabio Gemelli 
Di: Fabio Gemelli
3 set alle 17:00
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Il 21 agosto 2026 l'International Electrotechnical Commission (IEC) ha approvato la proposta cinese per un nuovo standard internazionale sulle batterie allo stato solido destinate ai veicoli elettrici. La commissione dovrà stabilire come distinguere, con criteri tecnici precisi, le celle davvero allo stato solido da quelle solo commercializzate come tali.
Il cuore della proposta è una soglia numerica: una batteria si può chiamare allo stato solido solo se perde una quantità di massa pari o inferiore allo 0,5% dopo sei ore in vuoto a 120°C. È il test che misura quanto elettrolita liquido resta davvero dentro la cella, al di là delle etichette commerciali.
Standard cinese per batterie allo stato solido: soglia 0,5% e percorso IEC
La soglia non nasce dal nulla: riprende lo standard nazionale cinese GB/T 43568-2026, in vigore dal 1° luglio 2026, che già classifica le celle in tre categorie. Sono liquide quelle con oltre il 20% di elettrolita liquido, ibride quelle tra il 5 e il 20%, e allo stato solido quelle sotto il 5%, con la stessa perdita di massa dello 0,5% come conferma finale.

Batteria allo stato solido Dongfeng
Foto di: CarNewsChina
Il gruppo di lavoro IEC non è composto solo da esperti cinesi: partecipano anche tecnici di Francia, Giappone e Corea del Sud, il che dà alla proposta un carattere multilaterale. Resta però la Cina a guidare tecnicamente il dossier, portando all'interno dell'organizzazione internazionale un impianto normativo già collaudato in patria da oltre un anno.
Il percorso di standardizzazione richiede tipicamente tra 24 e 36 mesi dall'approvazione del new work item, cioè la fase in cui un ente come l'IEC apre formalmente i lavori su un nuovo standard. Significa che l'adozione definitiva del primo standard globale per queste batterie potrebbe arrivare non prima del 2028, un dettaglio che vale la pena tenere a mente leggendo i toni entusiasti di certi annunci, come ha ricordato anche CarNewsChina.
Linee pilota e prototipi EV: celle da 20-60 Ah e capacità fino a 0,2 GWh
Mentre la burocrazia dello standard procede, in Cina qualche fabbrica ha già acceso le linee. Sunwoda Electronic ha raggiunto la connettività della propria linea di campioni ad agosto 2026, con una capacità di progetto di 0,2 GWh l'anno: un volume da fase pilota, non da produzione industriale vera e propria. Sono numeri che si affiancano ai tanti progetti già raccontati sul fronte delle batterie allo stato solido cinesi.

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Fonte: BMW
EVE Energy ha completato un prototipo da 60 Ah, e test indipendenti condotti da UL Solutions su una cella ad alta energia prodotta da ProLogium hanno rilevato una perdita di massa inferiore allo 0,05%, dieci volte sotto la soglia proposta. Un altro segnale concreto: una cella da 40 Ah ha mantenuto un'uscita continua di 12 volt durante un test di penetrazione, senza incendiarsi né cedere di colpo.
C'è anche un incentivo fiscale che spinge in questa direzione: dal 1° settembre 2026 la Cina applica una tassa del 2% sui prodotti a batteria agli ioni di litio, che salirà al 4% nel 2027, mentre le celle allo stato solido restano esenti fino al 31 dicembre 2028. La commercializzazione di massa, però, resta collocata dagli analisti oltre il 2030, non prima: un orizzonte che si intreccia con i progressi già documentati sul fronte dei materiali catodici per le celle allo stato solido e con le mosse di altri produttori, dal brevetto BYD sulle batterie allo stato solido ai piani annunciati per la produzione Dongfeng di celle allo stato solido.
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Fonte: CarNewsChina
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