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BYD fa un altro passo verso le batterie allo stato solido

Il costruttore cinese deposita un brevetto che prevede l'uso di piccoli elettroliti agli alogenuri e grandi solfuri: ecco cosa cambia

Batteria allo stato solido BYD
Foto di: CarNewsChina

BYD deposita una nuova domanda di brevetto per batterie allo stato solido. Riguarda un materiale composito per il catodo e il relativo metodo di produzione e prevede l'utilizzo di particelle di elettrolita agli alogenuri di dimensioni ridotte e di particelle di elettrolita ai solfuri più grandi integrate al materiale attivo del catodo.

L'obiettivo è superare uno dei principali ostacoli delle celle di nuova generazione: mantenere un contatto stabile tra i materiali solidi durante i cicli di carica e scarica.

Ora BYD punta allo stato solido

Il documento amplia il portafoglio ricerca di BYD sulle batterie allo stato solido. A maggio, infatti, aveva fatto notizia un altro deposito, relativo a una membrana composita con particelle di elettrolita inorganico e una rete di fibre polimeriche, mentre in passato l'azienda aveva già brevettato altre soluzioni dedicate al catodo.

BYD Dolphin Surf (2025), la prova di Motor1.com

BYD Dolphin Surf

Foto di: Motor1 Italy

Il CTO della divisione celle Sun Huajun aveva dichiarato che il materiale attivo del catodo rappresenta oltre l'85% dell'architettura delle batterie allo stato solido sviluppate dall'azienda, senza però fornire dati sulle prestazioni o sulle condizioni dei test.

Restano gli ostacoli costi e produzione di massa

Ma il deposito di un brevetto - ricordiamo - non significa che la tecnologia sia pronta per la produzione di serie. Il continua infatti a considerare la tecnologia come una sfida di lungo periodo, soprattutto per quanto riguarda i costi e la produzione su larga scala.

Persino il colosso CATL ha ribadito che la diffusione di massa richiederà anni. Nel frattempo, studi dell'Accademia Cinese delle Scienze evidenziano come l'impiego di particelle di elettrolita ai solfuri di dimensioni ridotte migliori sensibilmente la capacità di mantenere le prestazioni nel tempo, confermando l'importanza della progettazione dei materiali nello sviluppo delle future batterie allo stato solido.

Per il momento, comunque, BYD non fa sapere se la nuova struttura a doppio elettrolita verrà impiegata nelle future celle destinate alle auto elettriche.

Fotogallery: BYD Dolphin Surf (2025), la prova di Motor1.com