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Batterie allo stato solido, CATL punta ai 500 Wh/kg

L'azienda lavora su celle da 20 Ah e prevede una produzione sperimentale nel 2027

La sede di CATL a 	Ningde, Cina
Foto di: CATL
Fabio Gemelli Fabio Gemelli

CATL sposta avanti il programma di batterie allo stato solido. Dopo una piattaforma di validazione da 10 Ah, l'azienda cinese sta ora testando campioni di celle da 20 Ah. È un passo tecnico preciso, non ancora l'industrializzazione.

Il colosso cinese delle batterie, tra i principali fornitori di Tesla e di numerosi costruttori europei, ha ribadito l'obiettivo in una risposta agli investitori del 27 ottobre. La produzione sperimentale su piccola scala è prevista per il 2027, mentre la produzione di massa non arriverebbe prima del 2030.

Da 10 a 20 Ah: cosa cambia davvero

Passare da una cella di validazione da 10 Ah a un campione da 20 Ah significa raddoppiare la capacità mantenendo stabili le prestazioni elettrochimiche. Nella pratica dei laboratori batterie questo passaggio anticipa, ma non garantisce, la fattibilità su scala industriale. Il programma riguarda soprattutto la chimica a solfuro, una delle famiglie di elettrolita solido allo studio insieme a quelle a base di ossido e polimero.

L'obiettivo dichiarato per questa roadmap è una densità energetica di circa 500 Wh/kg, quasi il doppio delle migliori celle agli ioni di litio oggi in produzione di serie. Non è però la specifica di una cella pronta per la produzione, ma il traguardo verso cui punta lo sviluppo. A lavorarci è un team interno di oltre 1.000 persone e il presidente Robin Zeng ha collocato la tecnologia al livello 4 su una scala di prontezza a nove livelli. È un giudizio interno, che colloca il progetto a metà del percorso, lontano dalla maturità industriale.

Restano ostacoli noti a chi segue da vicino lo sviluppo delle batterie allo stato solido per le auto elettriche. L'interfaccia tra elettrodi ed elettrolita solido tende a degradarsi nei cicli di carica, e la durabilità nel tempo resta un nodo aperto anche per i concorrenti. Le celle a base di solfuro portano poi un problema specifico: reagiscono con l'umidità rilasciando idrogeno solforato (H₂S), un gas tossico che impone sistemi di protezione dedicati.

Piccola serie nel 2027, scala piena non prima del 2030

I due traguardi vanno letti separati. Nel 2027 arriva una produzione sperimentale su piccola scala, utile a validare processi e affidabilità con volumi limitati, non la disponibilità delle celle sulle auto di serie. La vera industrializzazione, quella che potrebbe portare le batterie allo stato solido su modelli venduti in volumi reali, resta fissata intorno al 2030 secondo le previsioni di CATL.

Il quadro competitivo aiuta a capire la posta in gioco. SAIC punta a batterie allo stato solido già nel 2027 con un partner diverso, e altri attori si stanno muovendo. Alcune aziende come Bolloré e ProLogium producono già in massa celle allo stato solido per applicazioni specifiche, con densità energetica inferiore alle migliori batterie agli ioni di litio per auto. Toyota lavora con Idemitsu alla produzione di massa di batterie completamente allo stato solido con un orizzonte tra il 2026 e il 2028. Per tutte queste realtà le tempistiche restano obiettivi aziendali, non certificazioni indipendenti.

Chi guarda a CATL anche sugli altri fronti dell'accumulo trova un'azienda che continua a muoversi in parallelo su più chimiche. Si va dalle celle LFP di grande formato per i sistemi di accumulo alle batterie al sodio destinate alla produzione in massa entro l'anno. Lo stato solido resta però il progetto a più lungo termine, con un orizzonte di industrializzazione che oggi è ancora una previsione.