Batterie allo stato solido? Nel 2030: parola di CATL
Il CEO Zeng avverte: ci sono ancora colli di bottiglia alla produzione di massa. Ma le alternative non mancano
Mettiamoci l'animo in pace, le batterie allo stato solido non arriveranno tanto presto. Almeno, non per tutti. Probabilmente tra relativamente poco tempo qualche auto elettrica alimentata da accumulatori dotati di questa tecnologia inizierà a circolare per strada. Ma se state aspettando lo stato solido per comprare la vostra prima auto elettrica, cambiate obiettivo o armatevi di pazienza.
Anche perché a dire che l'adozione di massa di questo tipo di batterie è lontano anni non è una persona qualunque, ma il ceo di CATL, uno, insomma, che se ne intende.
Si deve aspettare il 2030
Robin Zeng, che oltre a guidare la più grande azienda produttrice di batterie al mondo ne è stato anche il fondatore, avendo intuito da tecnico specializzato il potenziale di questo mercato, ha affermato che CATL non produrrà in grandi volumi batterie allo stato solido in massa prima del 2030.
Una batteria CATL esposta al Salone di Shanghai
Per quell'anno l'azienda di Ningde sarà in grado di equipaggiare un milione di vetture all'anno. Prima no, è impossibile. Gli ostacoli ancora da superare a livello di processi produttivi permetterà di dedicare questo tipo di batterie a soli modelli premium, con prezzi superiori ai 250.000 yan, che sono poco più di 30.000 euro ma che, considerando il mercato cinese, rappresentano una soglia davvero elevata.
Il problema della produzione ad altissima pressione
Secondo quanto affermato da Zeng, le batterie allo stato solido hanno raggiunto il livello 4 di maturità tecnologica su una scala a 9 punti in cui il nono, appunto, rappresenta la piena fattibilità.
Il principale collo di bottiglia è rappresentato dal passaggio produttivo in cui si deve fare aderire perfettamente la superficie solida dell'elettrolita a quella degli elettrodi per garantire un corretto funzionamento e prevenire la formazione di dendriti. Al momento si usa una tecnica ad alta pressione e alta temperatura che raggiunge le 6.000 atmosfere per unire le varie componenti. Ma trattandosi di materiali con diverse densità di compattazione, si possono presentare sbavature e disallineamenti.
Batterie agli ioni di sodio di CATL
Lo stato solido, quindi, arriverà. Però, al momento, ci sono tecnologie alternative che, per quanto non garantiscano le stesse prestazioni, stanno facendo passi da gigante e hanno il vantaggio di costare anche meno. Si va dalle batterie agli ioni di litio con chimica LFP alle nuovissime batterie agli ioni di sodio, che prenderanno piede a partire da fine anno proprio grazie all'impegno di CATL (e di altri concorrenti come BYD).
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