Tesla, un tempo pioniera indiscussa dell’innovazione elettrica, oggi si trova spesso a inseguire concorrenti che hanno colmato il divario tecnologico. Un chiaro esempio è la ricarica bidirezionale: molti costruttori la offrono già, mentre nel listino Tesla fino a poco tempo fa era disponibile soltanto sul Cybertruck. Ora, invece, arriva anche sulla Model Y, sebbene inizialmente limitata alla versione Performance appena lanciata negli Stati Uniti.

Questa novità introduce le funzioni V2H (vehicle-to-home) e V2L (vehicle-to-load). La prima consente al SUV di alimentare un’abitazione se collegato a un Tesla Powerwall 3 o a sistemi di accumulo compatibili; la seconda permette di fornire energia a dispositivi esterni, altre auto comprese, con una potenza massima di 11,5 kW. Il tutto sarà reso possibile tramite l’aggiornamento software 2025.20, previsto entro fine anno.

Resta il dubbio sul perché la funzione sia riservata alla sola Performance, considerando che il caricatore di bordo è lo stesso delle altre Model Y. L’ipotesi più diffusa è che Tesla stia adottando un approccio prudente, limitando l’uso della tecnologia a un numero ristretto di veicoli per testarne affidabilità e sicurezza, con la prospettiva di estenderla in futuro a tutta la gamma. Alcuni test indipendenti hanno già dimostrato che altre Model Y sono tecnicamente in grado di erogare energia all’esterno, suggerendo che l’abilitazione completa potrebbe essere solo questione di tempo.

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