Dopo dieci anni di dominio di auto ibride plug-in, pare che il mercato cinese stia virando verso l'idrogeno, con un obiettivo di 1 milione di FCEV entro il 2030

Il mercato cinese delle auto elettriche sta radicalmente cambiando. Sia a causa della contrazione delle vendite, sia per la diminuzione dei sussidi statali per l’acquisto di auto nuove alimentate con nuove fonti d’energia.

Lo scorso 26 marzo il governo cinese ha annunciato una profonda revisione della politica dei sussidi alle auto elettriche. Addirittura per gli incentivi la diminuzione è pari al 67%. Dal punto di vista regolamentare è stata incrementata l’autonomia minima per usufruire degli incentivi, arrivata adesso a 250 km.

Per le vetture con un'autonomia dichiarata di 400 km, invece, è ora previsto un incentivo di 25.000 yuan (3.300 euro circa), la metà rispetto a quanto previsto fino ad ora e in generale, il governo cinese ha stabilito la fine degli incentivi per le vetture elettriche dopo il 2020.

Nuovo interesse per le fuel cell

L'interesse dei consumatori, così come quello delle autorità cinesi, si sta quindi spostando sulle vetture alimentate a idrogeno. Attualmente, i numeri delle vendite di veicoli fuel cell sono ancora esigui. Le previsioni però, parlano di una crescita molto importante: si stimano 5.000 esemplari per il 2020, 50.000 nel 2025, fino ad arrivare ad un milione nel 2030.

Ora però, rimane il problema finanziario legato al reperimento delle risorse economiche per lo sviluppo della tecnologia FCEV. Negli ultimi anni, buona parte dei budget dei costruttori, infatti è stato quasi interamente dedicato alle vetture ibride ed elettriche.