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Giallo sulle batterie solide di Donut Lab: sono solo ioni di litio?

Uno youtuber confuta le affermazioni della startup, che dichiara celle per moto elettriche pronte alla produzione

Batteria allo stato solido Donut Lab
Foto di: Patrick George

Le dichiarazioni della startup finlandese Donut Lab, che avrebbe sviluppato la prima batteria allo stato solido pronta alla produzione al mondo, sarebbero false. A confutare le affermazioni dell'azienda scandinava è un'indagine di Ryan Hughes del canale YouTube Ziroth

Donut Lab aveva dichiarato che la sua batteria allo stato solido, destinata ad alimentare le moto elettriche di Verge Motorcycles, sarebbe stata in grado di ricaricare in 5 minuti, durare 100.000 cicli, offrire una densità energetica di 400 Wh/kg e restare immune alle fughe termiche, senza inoltre utilizzare terre rare.

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Foto di: Patrick George

Dopo mesi di scetticismo da parte di esperti di batterie e dei tentativi di Donut Lab di difendere la propria tecnologia, nuove evidenze sembrano ora smentire quelle affermazioni.

Stato solido? No: ioni di litio avanzato

Stando a quanto emerso dall’indagine di Hughes, Donut Lab avrebbe sviluppato celle agli ioni di litio di fascia alta così evolute da spacciarle per batterie allo stato solido.

Dopo la pubblicazione del video di Hughes su YouTube, Donut Lab ha diffuso una nota negando qualsiasi scorrettezza.

«Sosteniamo pienamente i dati tecnici e gli impegni che abbiamo fornito, prendendoli con la massima serietà. La fiducia di partner, investitori e clienti è per noi di importanza fondamentale. Stiamo procedendo secondo i tempi previsti con la tecnologia Donut Battery».

Il video

Eppure Hughes ha esaminato email interne trapelate, consultato scienziati specializzati in batterie e parlato con Lauri Peltola, ex chief commercial officer e co-fondatore di Nordic Nano, società affiliata a Donut Lab. Ne è emerso un intreccio di aziende alla ricerca di capitali, una tecnologia proveniente da un’altra società chiamata CT Coatings rivelatasi fuorviante e l’incapacità di Donut Lab — per scelta o  incompetenza — di svolgere la due diligence di base necessaria a verificare cosa CT Coatings stesse effettivamente fornendo.

«Nessuna delle due aziende aveva, quando lavoravo ancora in Nordic Nano, una conoscenza approfondita della chimica e della produzione delle batterie», ha detto Peltola a Ziroth.

«Mi basavo sulle informazioni che ricevevo da Donut Lab, così come facevano tutti dal lato Nordic Nano».

Galeotta fu la curva di espansione

Tra le prove più pesanti c’è la curva di espansione della cella agli ioni di litio, un modo per tracciare graficamente le variazioni di spessore o pressione interna della batteria durante carica e scarica. In base a quanto riportato da Hughes, le batterie agli ioni di litio con anodo standard in grafite mostrano tipicamente un piccolo ma caratteristico “gomito” nella ripida curva di espansione intorno al 50-60% di stato di carica, causato dalla riorganizzazione degli ioni durante la ricarica e dal conseguente lieve rigonfiamento della cella. 

batteria-stato-solido-donut-lab-dubbi
Foto di: Ziroth

Ecco, durante i test condotti presso il VTT Research Institute in Finlandia, la cella di Donut Lab ha mostrato un “gomito” identico. E anche i numeri non tornavano. Ziroth afferma che la capacità della cella, pari a 94 Wh secondo i risultati del test VTT, e la massa di 315 grammi rivelata da Donut Lab al CES, portano a una densità energetica di 298 Wh/kg, praticamente identica a quella della cella di CT Coatings e ben lontana dai 400 Wh/kg dichiarati.

Batteria allo stato solido Donut Lab e motori in-wheel
Foto di: Verge Motorcycles

Diversi scienziati specializzati in batterie intervistati da InsideEVs dopo l’annuncio iniziale avevano già invitato alla cautela e chiesto dati più solidi a supporto. L’ultima indagine sottolinea che anche valori di prestazione notevoli — come ricaricare la moto dal 10% all’80% in 12 minuti e resistere a temperature fino a 100 °C — rientrano pienamente in ciò che le batterie agli ioni di litio più avanzate possono già raggiungere nei test di stress.