Dopo tanta attesa, l'aggiornamento della Tesla Model 3 è finalmente arrivato. Si tratta, almeno a impatto visivo, di un leggero restyling che interessa gli esterni della vettura e in parte anche gli interni. Qualcuno si sarebbe aspettato di più, ma le vere novità sono quelle che non si vedono.

La "nuova" Tesla Model 3, infatti, porta con sé una serie di importanti novità che permetteranno al Costruttore americano di fare un altro passo avanti nell'ottimizzazione dei tempi e, di conseguenza, dei costi di produzione. Il tutto, per arrivare presto a produrre davvero un modello da proporre a 25.000 dollari.

Meno pezzi, quindi meno costi

Quindi, se a livello estetico la Model 3 sembra essere cambiata poco, in realtà per Tesla tutte quelle che a noi sembrano piccole modifiche rappresentano un importante elemento di contenimento dei costi.

Partiamo dal frontale: i più attenti avranno notato che dalla parte bassa del paraurti sono spariti i fendinebbia. Ora tutte le funzioni di illuminazione sono assolte dai gruppi ottici principali. Rimanendo sul paraurti, questo ha una forma più semplice, che permette di utilizzare uno stampo meno costoso. Più contenute le modifiche al posteriore, ma anche qui, sono tutte funzionali a contenere i costi di produzione.

Ora, infatti, buona parte dei fari è solidale con il portellone e permette a Tesla di utilizzare stampi più semplici per le fiancate, mentre grazie al rinnovato hardware si è potuto rinunciare ai sensori di retromarcia, sostituiti dalle telecamere. Negli interni, invece, il restyling della Model 3 fa a meno del devioluci (i comandi delle frecce sono ora sul volante, come sulla Model S) e del selettore del cambio, ora la marcia avanti o indietro si comanda dal display centrale. Insomma, meno pezzi, meno costi.

Nuova Tesla Model 3 (2023)

Il posteriore della nuova Tesla Model 3

Assemblaggio più snello

Oltre alle modifiche più o meno visibili della Model 3, ciò su cui sta lavorando Tesla è l'approccio stesso alla produzione. In fase di costruzione, infatti, l'auto è trattata come l'insieme di più parti che possono essere costruite singolarmente e poi assemblate. Grazie a questo orientamento, su ogni veicolo potranno lavorare contemporaneamente il 44% di persone o robot in più, risparmiando il 30% del tempo.

Presto verrà rivoluzionato anche il processo di verniciatura: invece di assemblare la vettura e poi verniciarla, il colore verrà applicato sui singoli pannelli che, una volta pronti, verranno montati sull'auto già completi anche di componentistica interna, rivestimenti e finiture.

Inoltre, come avviene già oggi sul Cybertruck, ogni vettura, non appena viene installato il computer dell’infotainment, sarà in grado di avviare un programma di diagnostica e verificare se i componenti che vengono assemblati sull'auto presentano dei difetti.

Così Tesla rivede l'efficienza dei suoi metodi produttivi

Così Tesla rivede l'efficienza dei suoi metodi produttivi

Produzione più veloce, fabbriche più piccole

Secondo Tesla questo nuovo approccio alla produzione porterà a un risparmio di tempo nell'ordine del 50% su ogni singola auto. Il che segnerà anche una conseguente riduzione delle emissioni inquinanti del 40%. E non è tutto: l'ottimizzazione di tutte le fasi di produzione consentirà anche di ridurre le dimensioni delle Gigafactory, che in futuro potrebbero essere grandi la metà rispetto a quella di Austin.

Basti pensare che, da quando è stata lanciata la Model 3 (nel 2017) a oggi, la fabbrica che costruisce i powertrain emette già il 50% in meno di CO2 ed è più piccola del 75%. In questo modo, nell'arco di questi sei anni, i costi di produzione sono scesi del 65%. 

Fotogallery: Nuova Tesla Model 3 (2023)