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Così BYD dà l'assalto finale all'Europa
Il colosso cinese corre ai ripari e rivede i propri piani d'azione per il continenti: manager nuovi, più concessionarie e più plug-in

Foto di: BYD
Pietro Cardone 
Di: Pietro Cardone
24 apr 2025 alle 07:00
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BYD è uno dei principali player mondiali quando si tratta di auto elettriche. Ha chiuso il 2024 con un fatturato superiore a quello di Tesla e nel solo primo trimestre del 2025 ha consegnato 990.711 vetture, che si traducono in un incremento del 58,7% in confronto allo stesso periodo dell'anno scorso.
Eppure non è tutto oro ciò che luccica. Se nel resto del mondo le vendite vanno alla grande, lo stesso non si può dire per l'Europa. Nel Vecchio Continente i numeri crescono meno, tanto che nel 2024 la quota di mercato non è andata oltre il 2,8%, con 57.000 veicoli venduti, al di sotto delle aspettative.
Le cause
Ma quali sono le cause di questi numeri tanto bassi? Stando anche alle dichiarazioni rilasciate alla Reuters da Alfredo Altavilla, special advisor di BYD Europa, la motivazione principale è da ricercare nell'offerta di una gamma completamente elettrica, non a misura di un mercato come quello europeo, ancora lento ad approcciare la transizione energetica.
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Alfredo Altavilla
Ma non è tutto. Un altro importante problema è da ricercare in una rete di concessionarie non ancora all'altezza, con pochi punti vendita e quasi esclusivamente concentrati nelle grandi città. Senza tralasciare la strategia di comunicazione. Basta pensare che nel 2024 BYD ha investito un budget importante per ricoprire il ruolo di main sponsor agli Europei di calcio, dove si è presentata come principale produttore di veicoli NEV, acronimo di New energy vehicle. Un termine comune in Cina per descrivere veicoli elettrici e ibridi, ma a molti sconosciuto in Europa.
In generale poi, secondo alcuni ex dirigenti, l'errore principale è stato quello di trattare l'Europa come un unico grande mercato, senza tener conto che tra Paesi come Italia e Germania, ad esempio, esistono differenze.
Nuova strada
BYD si è perciò resa conto dell'errore e sta rivedendo le proprie strategie. Il primo passo è stata l'assunzione di Altavilla, al quale sono seguiti e stanno seguendo molti dirigenti che il colosso cinese "ruba" ad altri brand europei. A questo si aggiunge una profonda ristrutturazione della gamma, che dalla Seal U BM-i punta maggiormente sulle varianti ibride accanto a quelle elettriche.

BYD Seal U (2024)
A tutto questo si sommerà una decisa implementazione della rete di concessionari. Nella sola Germania passeranno dagli attuali 27 a 120. Insomma, BYD sta correggendo il tiro. Giusto in tempo, verrebbe da aggiungere, vista la sempre più importante presenza di altri brand cinesi sul nostro mercato, come Chery, Geely e altri. E i primi risultati iniziano a vedersi. In Inghilterra, nel primo trimestre 2025, le vendite hanno superato le 37.000 unità, contro le 8.500 dello stesso periodo del 2024.
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