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Stop benzina e diesel nel 2035: c’è sempre chi dice sì

Sette Stati membri dell’Ue scrivono una lettera all’Europa per chiedere di confermare la vendita di sole auto elettriche

L’auto elettrica in Europa

L’Europa delle quattro ruote si divide in due. Da una parte ci sono Stati come Italia e Germania che lottano contro lo stop alla vendita di auto a benzina e diesel nel 2035, già ridimensionato a dicembre scorso con un nuovo obiettivo di riduzione delle emissioni abbassato dal 100% al 90%.

Dall’altra ci sono Stati come Danimarca, Francia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo, Spagna e Svezia che spingono per portare in concessionaria solo auto elettriche. La richiesta è messa nero su bianco in una lettera inviata all’Unione europea e pubblicata dall’agenzia di stampa France-Press (AFP).

“Necessità per nostra sicurezza energetica”

La missiva arriva in un periodo complicato tanto per l’automobile, quanto per il resto del mondo. Il susseguirsi della pandemia e delle guerre (prima in Ucraina e poi in Medio Oriente, fra Striscia di Gaza e Iran) ha messo a nudo la dipendenza dell’Europa dalle fonti di energia straniere.

“L’elettrificazione – scrivono quindi i sette Stati Ue – è non solo un obiettivo di politica climatica, ma anche una necessità per la nostra sicurezza energetica”.

Renault Twingo Electric (2026): la porta di ricarica CCS2 si trova nella parte anteriore destra

Caricatore di una Renault Twingo Electric

Foto di: InsideEVs

Breccia destinata ad allargarsi?

Eppure – fanno notare ancora le scriventi – Bruxelles ha rivisto al ribasso i piani sull’auto elettrica, consentendo un 10% di immatricolazioni di vetture alimentate da carburanti tradizionali anche dopo la metà del prossimo decennio, purché accompagnate da misure di compensazione quali l’acquisto di crediti verdi.

Il timore è che la mossa dell’Esecutivo Ue rappresenti la breccia di una frattura più ampia, destinata ad allargarsi fino garantire la vendita di auto a benzina e diesel indipendentemente da altri impegni green, come chiede il Partito popolare europeo (Ppe). La palla ripassa alle Istituzioni Ue.