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Incentivi auto elettriche: c'è un Paese dove non servono più

In Norvegia, i veicoli venduti sono elettrici nel 98% dei casi. E in Italia? Vediamo

Hyundai Ioniq 5

Meno due giorni. Poi, in Italia, sarà finalmente il momento degli incentivi auto elettriche 2025. Un’iniezione di liquidità, nelle tasche degli automobilisti, per ridare linfa a un settore – sì – tornare in crescita, ma lontano dai numeri di altri grandi mercati europei. O, addirittura, di mercati più piccoli.

Come in Norvegia, dove la situazione è completamente diversa: lì la transizione all’elettrico è talmente avanti che il Governo ha deciso di eliminare i sussidi all’acquisto, ritenendoli ormai superflui.

Paradosso scandinavo: missione compiuta

Da anni, infatti, la maggior parte delle auto nuove vendute nel Paese scandinavo viaggia a zero emissioni. Difficile che la situazione cambi nel prossimo futuro, anche senza bonus. Ma come funzionano gli incentivi norvegesi?

Attualmente, chi compra un veicolo elettrico gode di esenzioni quasi totali: niente dazi d’importazione, o tassa di circolazione, immatricolazione e Iva, pari al 25%. Così, a settembre, il 98,3% delle vetture immatricolate montava solo batterie.

Come funzionano oggi gli incentivi

Ma l’esenzione dall’Iva vale esclusivamente su auto dal valore inferiore alle 500.000 corone (circa 42.600 euro) non paga l’IVA. Se il prezzo supera il tetto massimo, l’imposta del 25% si applica solo sulla parte eccedente. Un esempio:

  • Prezzo auto 600.000 corone: si paga il 25% di IVA su 100.000 corone = 25.000 corone di tasse (2.130 euro)

Cosa cambierà nel 2026

Il Governo locale sta però valutando di abbassare la soglia dell’esenzione IVA a 300.000 corone (circa 25.500 euro) già per il prossimo anno. La modifica colpirebbe gran parte dei modelli più venduti, rendendoli molto meno convenienti per i consumatori. E ,secondo la Reuters, l’Esecutivo sembra davvero deciso:

“Il nostro obiettivo era che entro il 2025 tutte le nuove auto passeggeri fossero elettriche. Possiamo dire di averlo raggiunto. È quindi arrivato il momento di eliminare gradualmente i benefici fiscali”, come dichiarato dal ministro delle Finanze norvegese Jens Stoltenberg.

Il target a lungo termine è di abolire completamente l’esenzione IVA entro il 2027.

C’è chi dice no

Ma le associazioni pro-elettrico, come la Norwegian EV Association, non condividono la decisione e sottolineano che, nonostante le auto elettriche dominino le nuove vendite, il 70% del parco circolante norvegese utilizza ancora carburanti tradizionali.

La situazione in Italia

Dalle nostre parti, invece, manca ancora tantissimo per raggiungere il 98% della quota di mercato. I dati di settembre, pubblicati da Unrae, si fermano al 5,6% e scendono al 5,2% nell’aggregato da inizio anno (gennaio-settembre).

Ciò che serve, al di là degli apprezzati bonus 2025, è una strategia di lungo periodo. L’aveva chiesta anche la stessa Unrae:

“Servono misure chiare e non discontinue; gli incentivi sono utili solo se inseriti in una strategia di medio-lungo periodo, non come fiammate occasionali legate alle offerte statali. Solo così potremo recuperare il terreno perso e colmare il gap con gli altri principali Paesi europei, dove la mobilità elettrica cresce molto più rapidamente”.

Un piano al 2030 era stato previsto dall’allora Governo Draghi e si basava su un finanziamento da 8,7 miliardi di euro complessivi (700 milioni nel 2022 e 1 miliardo all’anno fino a fine decennio). Poi, con la legge di Bilancio 2025, taglio ai fondi e stop agli incentivi. Salvo il successivo ripristino, ma solo per quest'anno. La speranza è che un eventuale successo dei nuovi incentivi possa cambiare la storia.