I data center diventano il nuovo terreno di sfida delle batterie
CATL, BYD, Sunwoda, Eve Energy e Panasonic investono miliardi nell'accumulo energetico per l'intelligenza artificiale
L'enorme crescita dell'intelligenza artificiale sta creando una domanda di energia senza precedenti e i produttori di batterie, finora concentrati soprattutto sulle auto elettriche, hanno già individuato una nuova opportunità di business.
In Cina, diversi colossi del settore stanno infatti destinando parte della loro capacità produttiva ai sistemi di accumulo per data center, infrastrutture che richiedono forniture elettriche stabili e la capacità di gestire improvvisi picchi di assorbimento. Una trasformazione che potrebbe cambiare gli equilibri dell'industria globale delle batterie nei prossimi anni.
Celle sempre più potenti per alimentare i server
I moderni data center dedicati all'intelligenza artificiale hanno esigenze molto diverse rispetto a quelle di un'auto elettrica. I server devono poter contare su grandi quantità di energia immediatamente disponibili per sostenere improvvisi aumenti della potenza di calcolo senza mettere sotto pressione la rete elettrica. Per questo motivo stanno arrivando sul mercato batterie progettate appositamente per applicazioni stazionarie ad alta intensità.
Tra le aziende più attive c'è Rept Battero, produttore cinese specializzato nelle tecnologie di accumulo, che ha sviluppato una cella da 85 Ah capace di sostenere una scarica continua fino a 10C.
La connazionale Sunwoda, gruppo attivo nell'elettronica e nelle batterie, ha risposto con una soluzione della stessa capacità ma ottimizzata per una scarica continua di 8C. Anche Eve Energy, altro importante produttore cinese di accumulatori, sta ampliando l'offerta con sistemi di backup dedicati ai centri dati.
La posta in gioco è elevata: alcuni recenti contratti per impianti di accumulo destinati ai data center hanno superato i 190 milioni di euro, confermando il forte interesse del mercato.
Dal sodio agli investimenti strategici
A guidare questa evoluzione c'è soprattutto CATL, che sta accelerando sullo sviluppo di accumulatori agli ioni di sodio destinati alle applicazioni stazionarie, introducendo pacchi da 300 Ah con una durata dichiarata di 15.000 cicli di utilizzo. Una soluzione pensata per garantire costi competitivi e una maggiore sostenibilità nelle infrastrutture energetiche.
La corsa coinvolge però anche altri protagonisti. BYD sta investendo con decisione nelle tecnologie al sodio, mentre Panasonic ha annunciato investimenti pari a circa 1,9 miliardi di euro per rafforzare la produzione di sistemi di accumulo in Nord America.
Parallelamente, aziende come Envision Energy, Hithium e Sungrow stanno consolidando la propria presenza grazie a strategie che integrano produzione, infrastrutture energetiche e servizi per i data center. Con il consumo elettrico globale delle infrastrutture digitali destinato a raddoppiare entro il 2030 rispetto ai livelli del 2025, il settore vede nelle batterie uno dei pilastri della prossima rivoluzione tecnologica.
La sfida, insomma, non si combatte più soltanto sotto il cofano delle auto, ma anche nei centri di calcolo che alimentano l'intelligenza artificiale.
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