Spostare i propulsori “fuoribordo” ha molti vantaggi ma anche inconvenienti non semplici da risolvere. E in molti ci stanno provando

Il fatto che i motori elettrici siano notevolmente più semplici e meno ingombranti di quelli tradizionali offre già notevoli possibilità di aumentare e gestire meglio lo spazio a bordo, permettendo di rendere le prossime auto elettriche sempre più compatte ma al tempo stesso fruibili. Ci sono però soluzioni che potrebbero aumentare ancor di più questo vantaggio, come quella di spostare i motori direttamente nelle ruote.

L’industria dell’auto ci lavora da diverso tempo e tuttavia questa svolta apparentemente geniale per ora si è vista in pratica soltanto su alcune concept e basta. Come mai?

I benefici sarebbero molteplici: un ulteriore alleggerimento della parte meccanica, una trasmissione ancor più diretta di quella già essenziale dei motori attuali, la possibilità di avere angoli di sterzo molto più ampi senza più i limiti dei semiassi e quella, non trascurabile di migliorare anche la sicurezza e la dinamica del veicolo abbassando ancora il baricentro e soprattutto controllando la trazione sulla singola ruota senza dover usare i freni.

Motori elettrici nelle ruote, pregi e difetti

Il problema principale è che spostare i motori nelle ruote significa aumentare considerevolmente le cosiddette "masse non sospese", ovvero il peso delle ruote stesse, che invece al contrario oggi si cerca di alleggerire sempre di più lavorando su cerchi e pneumatici. Una ruota dal peso elevato sarebbe infatti poco confortevole e molto più difficile da gestire a livello di sospensioni e richiederebbe quasi obbligatoriamente un sistema di controllo attivo o addirittura predittivo.

I motori sviluppati fin qui sono conformati in modo da poter essere inseriti tra cerchio e freni ma oltre a pesare qualche decina di kg (a fronte di potenze di anche 75 kW cadauno) necessitano comunque di ruote di grande diametro e cerchi da almeno 18”.

Motori elettrici nelle ruote, pregi e difetti

Ci sono aziende che ci credono fermamente e che hanno già sviluppato prodotti che vanno in questa direzione: tra queste, l’americana Protean e la Elaphe, con sede in Slovenia, a cui si sono aggiunte altre realtà come la startup israeliana REE che proprio partendo da questa soluzione punta a realizzare una piattaforma "a skateboard" più versatile e pratica.