Tutto quello che c’è da sapere sui Buoni Mobilità fino a 500 euro: requisiti, tempistiche e modalità di erogazione. Risorse per 120 mln

Con il decreto Rilancio sono arrivati gli incentivi per le bici, a pedalata assistita e non, la micromobilità elettrica (non solo i monopattini quindi) e i servizi di sharing mobility “individuale”, che non includono quindi le auto condivise. Il tutto, nell’ambito di quello che viene definito “Programma sperimentale Buono mobilità”.

Il Buono Mobilità ha un valore pari al 60% della spesa sostenuta, fino ad un massimo di 500 euro di agevolazione. Ma vediamo chi ha diritto a questo incentivo, mentre qui potete trovare tutte le informazioni su come ottenere il bonus.

Chi ne ha diritto

Il Buono Mobilità è rivolto ai maggiorenni residenti nei capoluoghi di Regione, nelle Città Metropolitane, nei Capoluoghi di Provincia e in tutti i Comuni con popolazione superiore a 50.000 abitanti ed è valido retroattivamente a partire dal 4 maggio 2020 (data di entrata del DPCM 26 aprile 2020 sull’emergenza Coronavirus) e fino al 31 dicembre 2020.

L’incentivo può essere richiesto per una sola volta ed esclusivamente per una delle destinazioni d’uso previste. Le risorse complessive a disposizione del fondo di 120 milioni di euro. Per sfruttare nel migliore dei modi l’incentivo il suggerimento è di consultare le nostre guide all’acquisto consapevole per le bici elettriche da città, per le mountain bike, le bici da strada e i monopattini elettrici.

Per gli anni 2021 e seguenti, auspicando il superamento del Coronavirus, il Programma del Governo incentiverà invece il trasporto pubblico locale e regionale e forme di mobilità sostenibile ad esso integrative, a fronte della rottamazione di autoveicoli e motocicli considerati “altamente inquinanti”.

Il contesto del provvedimento

"Il provvedimento va inquadrato", spiega il sottosegretario ai Trasporti, Roberto Traversi, "in un’ottica più ampia di ridefinizione delle politiche ambientali e di sostenibilità. Non è un caso che, nello stesso articolo, si sia voluta valorizzare la figura del 'mobility manager' da prevedere nelle città metropolitane, in un capoluogo di Provincia ovvero nei Comuni con oltre 50.000 abitanti, per un supporto professionale continuativo alle attività di decisione, pianificazione, programmazione, gestione e promozione di soluzioni ottimali di piani e interventi di mobilità sostenibile”.