L'incredibile motore elettrico "in miniatura": potente e versatile
EVR Motors presenta un'unità delle dimensioni vicine a quelle di un cellulare con peso/potenza da record: 23 CV stanno in 9 kg di peso
È un periodo d’oro per i motori elettrici, che stanno velocemente evolvendo in diverse direzioni. L’israeliana EVR Motors presenta oggi un’unità realizzata su una tecnologia brevettata che dimezza le dimensioni, riduce il peso del 10% ma mantiene alterate le prestazioni.
Stando ai piani di EVR Motors, il motore dovrebbe entrare in produzione entro la fine dell’anno. Si baserebbe su quello che è chiamato Trapezoidal Stator radial Flux (TSFR), che è un meccanismo a eccitazione permanente con lamelle trapezoidali tridimensionali e avvolgimenti in grado di generare un flusso magnetico più intenso e di ridurre le perdite.
Una questione di messa a punto
Proprio questa capacità di migliorare la potenza e l’efficienza permette al motore della EVR di ridurre le dimensioni senza perdere in prestazioni. Inoltre, l’unità in questione è dotata anche di un sistema di raffreddamento migliore.
“Abbiamo voluto migliorare il design del motore elettrico, che è sempre lo stesso da decenni, cercando di mantenerne inalterati i vantaggi”, ha detto Opher Doron, Ceo di EVR Motors, che ha poi messo l’accento sulla grande versatilità del prodotto, che a quanto pare ben lavora con voltaggi compresi tra i 48 e gli 800 volt. Inoltre, può essere realizzato in diverse varianti, con raffreddamento ad aria o a liquido, con diversi tipi di avvolgimenti e con magneti di diverso tipo e diversa grandezza.
Trattative in corso
Proprio questa versatilità permette a EVR Motors di fornire un prodotto cucito sulle esigenze dei vari clienti. E infatti ci sono già delle trattative in corso con varie Case e altre aziende. Per ora, un prototipo raffreddato ad aria ha raggiunto una potenza di picco di 23 CV e una coppia di 40 Nm. Questo motore prototipale ha un peso di soli 9 kg e occupa un volume di appena 2 litri.
A breve sarà avviata la sperimentazione su motori diversi, con raffreddamento a liquido e con diversi magneti, tra cui alcuni in ferrite anziché neodimio (che è una terra rara). A proposito di motori e terre rare, c'è chi ne ha realizzato uno che non usa neanche i magneti.
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