Se nel mondo dei giovani e meno giovani i social di riferimento sono i vari Facebook, Instagram e TikTok, quando si parla di Elon Musk Twitter diventa il luogo virtuale più importante di tutti, il diario personale di mister Tesla al quale vengono affidati pensieri, ragionamenti, sfoghi, successi e insuccessi. Un continuo "cinguettare" che a volte ha il potere di smuovere mercati, creando montagne russe finanziarie che in molti (tutti?) criticano, e che nelle ultime ore ha conosciuto un nuovo episodio.

Musk ha infatti creato un sondaggio su Twitter chiedendo ai propri follower - 62,8 milioni di utenti - se vendere o meno il 10% delle proprie azioni Tesla. Sondaggio aperto per 24 ore che al momento della chiusura ha visto il 57,9% dei partecipanti propendere per il "si". E ora?

Galeotte furono le plusvalenze

Per capire il perché del tweet di Musk bisogna fare un velocissimo ripasso di fiscalità statunitense e recenti aggiornamenti sul tema. Attualmente il dibattito al di là dell'Atlantico verte molto sui cosiddetti “unrealized gains”, ovvero plusvalenze legate all'aumento del valore di azioni che portano a guadagni per i quali la tassazione statunitense non ha strumenti chiari e definiti. L'unico modo per pagare le tasse su tali plusvalenze è quello di vendere azioni. L'amministrazione Biden sta provando a cambiare le cose, tassando anche gli “unrealized gains”.

Ecco allora la risposta di mr. Tesla - critico con la proposta dei democratici - affidata ancora una volta a Twitter:

 

Il 20% delle azioni Tesla in mano a Musk - e che giocano un ruolo primario nel renderlo uno degli uomini più ricchi del mondo, in un continuo sorpasso e controsorpasso con Jeff Bezos, a capo di Amazon - potrebbero quindi essere intaccate, portando un guadagno immediato e relativa tassazione. Ma quanto guadagnerebbe Musk da un'eventuale vendita di azioni Tesla? Alla chiusura del 5 novembre il valore di una singola azione era di 1.222,09 dollari che, moltiplicati per le 170,5milioni di azioni nelle mani di Musk, portano il totale a più di 208miliari di dollari. I conti sono facili da fare.

La borsa risponde, male

A commento del sondaggi Musk ha pubblicato un ulteriore tweet dicendosi pronto a rispettare la decisione della "giuria popolare" e, alla luce del voto, viene quindi da chiedersi se all'apertura dei mercati statunitensi (nel pomeriggio di oggi) verranno messe in vendita numerose azioni Tesla o se - ancora una volta - quella di Musk su Twitter si rivelerà una provocatoria boutade capace però di far cambiare faccia al mercato.

Molti analisti infatti si aspettavano un'apertura in forte ribasso, e così è stato: all'apertura delle contrattazioni il titolo della Casa di Palo Alto stanno registrando un calo del 5% e la giornata non promette niente di buono.

hissà se qualche colletto bianco di Tesla non interverrà e la cosa si risolverà nel 2018, a seguito dell'altro esplosivo tweet nel quale Musk proponeva un "buyback" di azioni tesla a 420 dollari ad azione. In quel caso intervenne direttamente la Sec ("Securities and Exchange Commission", ovvero la commissione statunitense che vigila sugli scambi azionari) imponendo il silenzio telematico a Musk.