È uno degli argomenti che domina i palinsesti televisivi e le cronache dei giornali da diverse settimane: a che punto è la politica energetica in Italia? Un tema diventato attualissimo da quando è scoppiata la guerra in Ucraina e che ha messo in luce la dipendenza dell’Italia e di tutta l’Europa dalle forniture estere.

Alla domanda si è cercato di dare una risposta durante la seconda giornata degli Electric Days 2022, quella sul “Perché”. Al talk dedicato hanno partecipato alcuni esponenti dei principali partiti italiani, sia di maggioranza che di opposizione.

Rinnovabili unica via

Punto di partenza è la consapevolezza che, ora più di prima, bisogna puntare sulle fonti di energia pulita. “Stiamo vivendo un percorso che mette a nudo un problema di sempre, cioè che le rinnovabili vengono apprezzate per la stabilizzazione del prezzo e perché garantiscono nel tempo una certezza di costo”, dichiara Davide Crippa, deputato del Movimento 5 Stelle. “Questo però solo laddove ci sono contratti a lungo termine”.

L’elettrificazione dei processi è perciò “la soluzione più efficiente per ridurre le emissioni”. Il discorso vale nello specifico anche per le auto: “Continuare a incentivare vetture a combustione è stato un errore strategico, perché così si sostiene l’acquisto di veicoli la cui circolazione potrebbe essere vietata tra qualche anno in diverse città italiane”.

Foto - Electric Days 2022
Crippa e De Toma sul palco degli Electric Days 2022

Basta burocrazia

Per centrare i target climatici, bisogna però lottare contro la troppa burocrazia. Lo spiega Massimiliano De Toma, deputato di Fratelli d’Italia: “La lunghezza degli iter autorizzativi ci porta oggi ad avere un sistema impiantistico carente e tecnologicamente poco avanzato”.

Il parlamentare rivela poi che “partirà a breve un tavolo che vedrà coinvolti i ministeri dell’Economia e dello Sviluppo economico per la ristrutturazione e la razionalizzazione della rete carburanti affinché questa si adatti alle nuove forme di mobilità”.

Non solo auto elettrica?

Che uno dei nemici della transizione sia la burocrazia in eccesso trova d’accordo Paolo Arrigoni, senatore della Lega, che punta “sulle semplificazioni degli iter autorizzativi degli impianti e a contrastare la sindrome Nimby”.

Il suo approccio alle auto a batteria è però più prudente: “La mobilità elettrica va sostenuta, ma la proposta Fit for 55 di mettere al bando le vetture endotermiche è sbagliata e contrasta con il principio della neutralità tecnologica”.

Foto - Electric Days 2022
Benamati, Squeri e Arrigoni in collegamento agli Electric Days 2022

È la stessa posizione di Luca Squeri, deputato di Forza Italia: “Va compreso che l’obiettivo non è l’elettrificazione dei consumi, ma la decarbonizzazione, rispettando il principio della neutralità tecnologica”.

Meglio degli altri

Anche il deputato Gianluca Benamati, del Partito democratico sostiene che è “necessario fare ancora molto per sveltire i processi di rafforzamento delle infrastrutture per la loro produzione”. Secondo lui, però, la Penisola non è così indietro:

“Grazie agli accordi che si stanno mettendo in piedi con altri Paesi, l’Italia è una delle Nazioni che meglio sta reagendo alla crisi energetica. Le rinnovabili possono costituire nel prossimo futuro l’arma italiana per garantire energia al sistema produttivo a costi concorrenziali”.

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