La sostenibilità delle auto? Per Lynk & Co. passa dal modello di business
Il ceo della Casa agli Electric Days 2022: “Vendere più auto possibile non è green, si può risparmiare ed essere più sostenibili”
Se fino a qualche anno fa l’acquisto era essenzialmente l’unica possibilità per un privato per mettersi in garage una nuova auto, oggi il mondo è profondamente cambiato. Anche con l’obiettivo di colmare il gap nei listini tra le auto termiche e quelle alla spina, full electric o plug-in.
Obiettivo comune, strategie differenti e c’è chi si è spinto fino a creare un modelli di business del tutto nuovo: stiamo parlando di Lynk & Co, il marchio dell’universo Geely (di cui fa parte anche Volvo) che si propone come una sorta di Netflix delle automobili.
Un nuovo modo di vivere l’auto
A questo proposito Alain Visser, il ceo Lynk & Co, ha spiegato in occasione degli Electric Days 2022 che:
“In un mondo dove le tendenze dei consumatori cambiano molto velocemente, l’automotive è, per certi versi, rimasto indietro. Il mondo dell’auto si è concentrato fin troppo sulla tecnologia e troppo poco sul modello di business: vendere più auto possibile non è sinonimo di sostenibilità. Per questo noi abbiamo puntato su un modello di mobilità che si paga mensilmente e che si può condividere, per permettere al cliente di risparmiare e allo stesso tempo di essere realmente più sostenibile”.
L’elettrificazione per tutti
Un approccio lontano dalla tradizione, che proprio in Italia ha già trovato tantissimi sostenitori: il Bel Paese rappresenta oggi il secondo mercato di Lynk & Co con oltre 15.000 adesioni. Segno secondo Alain Visser che “ci sono moltissime persone aperte a nuove idee e nuovi modi di intendere l’auto. Il mercato italiano ha mostrato tanta volontà di innovazione.”
Un’apertura al cambiamento evidenziata dalla stessa domanda di auto elettriche ed elettrificate in ascesa, ma che non è ancora sufficiente. Bisogna fare di più. Il ceo di Lynk & Co nota infatti che sulla eMobility “la Cina è avanti non solo da un punto di vista tecnologico, ma anche nel rendere l’elettrico accessibile a tutti. In Europa e in America non è ancora stato recepito a pieno che l’elettrificazione non è soltanto qualcosa di ‘premium’, ma può essere una risposta alla mobilità di moltissimi cittadini”.
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