Sandy Munro l'ha fatto di nuovo. Con la sua Munro & Associates, società specializzata in reverse engineering e analisi tecnica, ha smontato la batteria di un'auto elettrica per vederla nei dettagli e capire che soluzioni adotta. Questa volta a finire "sotto i ferri" è stata una Lucid Air Grand Touring.

La berlina americana è interessante prima di tutto per l'autonomia che garantisce, compresa tra i 618 e gli 830 chilometri, a seconda della versione, secondo lo standard EPA.

Ecco il video

Lo smontaggio e l'analisi dell'accumulatore sono stati pubblicati su YouTube. La prima cosa che hanno messo in luce gli ingegneri è stata la presenza di 18 moduli al posto dei 22 utilizzati dalle varianti più performanti. 

Questa scelta ha permesso di ridurre gli ingombri (la batteria ha 92 kWh anziché 112 kWh) e di lasciare più spazio all'altezza del pavimento dei passeggeri posteriori. Capacità a parte, nel video i tecnici della Munro & Associates si concedono una lunga e interessante disamina tecnica che mostra quanto sia avanzata la batteria adottata dalla Lucid Air.

Aria lucida dall'aspetto invisibile

Una Lucid Air in versione Stealth

6.600 celle cilindriche

Prima di tutto, smontando il case esterno, si nota come i moduli siano ancorati a un pavimento realizzato in materiale composito: fibra di vetro epossidica. Si tratta di un materiale che ha un ottimo isolamento termico e un'altrettanto elevata resistenza alla corrosione.

Per motivi strutturali, il pavimento è dotato poi di fusioni in alluminio lavorato nella parte anteriore, posteriore e laterale. Un'altra fusione di alluminio divide la batteria al centro in due sezioni. Scendendo più nel dettaglio, ogni modulo è diviso in 10 parti, con 30 celle cilindriche per ogni parte, per un totale di 300 celle per modulo. Secondo questo calcolo, una singola batteria Lucid Air Grand Touring avrebbe 6.600 celle.

Elettronica da record

La batteria della Lucid, inoltre, è dotata di tre coperchi piazzati l'uno sopra l'altro. Sono realizzati in Sheet Moulding Compound (SMC) un materiale ad alta resistenza che garantisce grande tenuta a tutto l'involucro. Sono incollati con adesivi strutturali che hanno reso difficilissimo lo smontaggio e proteggono anche tutta la parte elettronica, integrata nei circuiti stampati. Gli ingegneri affermano di non averne mai visti di così grandi. Anche perché Lucid preferisce montarne 2 anziché 1 solo.

La batteria Lucid presenta anche alcuni punti critici. Secondo gli ingegneri, una delle barre metalliche che trasporta la corrente tra i moduli è troppo grande. Inoltre, per alcune parti, richiede davvero sforzi eccessivi per lo smontaggio. E infine, ogni componente è montata in modo da rendere il layout generale il più compatto possibile. Sono tutte cose che potrebbero far lievitare i costi di manutenzione e riparazione.

Fotogallery: Lucid Air Stealth Appearance