Le auto elettriche cinesi piacciono sempre di più. E non solo in Europa, ma anche nel Sud Est asiatico. I modelli del Dragone stanno conquistando rapidamente il mercato di Paesi come Thailandia, Indonesia e Malesia.

Qui, secondo uno studio di Counterpoint riportato dalla Reuters, 3 auto elettriche su 4 sono di fattura cinese. Il motivo è da ricercare nei prezzi contenuti e nel fatto che in questi Paesi sono state avviate massicce campagne governative di sostegno alla transizione elettrica.

La Thailandia locomotiva dell’elettrico

L’analisi di Counterpoint prende in esame soprattutto la Thailandia, che da sola contribuisce per il 79% alle vendite di tutte le elettriche della regione del Sud Est asiatico. Bangkok ha introdotto una serie di incentivi a favore dei cittadini e sussidi alle imprese che costruiscono le elettriche in Thailandia, attirando così tante Case straniere, tra cui Great Wall e BYD.

BYD ATTO 3

BYD ATTO 3

I brand cinesi sono proprio tra i protagonisti, con un investimento complessivo di 1,44 miliardi di dollari (1,30 miliardi di euro) nel Paese. L’obiettivo del governo thailandese è di convertire all’elettrico il 30% della sua produzione nazionale e di far uscire dai propri stabilimenti 2,5 milioni di elettriche all’anno entro il 2030.

Da sempre terreno fertile per i marchi giapponesi come Mitsubishi e Toyota (specialmente coi relativi pick-up), la Thailandia sta diventando terra di conquista per i cinesi, con una quota di mercato che è passata dal 38% al 75% tra il 2022 e il 2023. Impressionante anche il dato delle vetture elettriche: gli EV hanno raggiunto uno share del 3,8% mensile in Thailandia (una statistica simile a quella dell’Italia) contro lo 0,3% del 2022.

La BYD Atto 3 è l’elettrica più venduta nella regione asiatica sudorientale ed è seguita dalla Neta V della Hozon New Energy e dalla Tesla Model Y.

Fotogallery: BYD Atto 3