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Corea del Sud in Horizon Europe: cosa cambia per auto e batterie

Nuove opportunità per i ricercatori e le aziende, dalla guida autonoma al riciclo batterie

Corea del Sud in Horizon Europe: cosa cambia per auto e batterie

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Eleonora Lilli Eleonora Lilli

Di: Eleonora Lilli

17 lug 2025 alle 17:30

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Da oggi i ricercatori e le organizzazioni della Corea del Sud potranno partecipare a diverse aree del programma Horizon Europe alle stesse condizioni dei Paesi membri dell’UE.

La Repubblica di Corea è infatti diventata il primo paese asiatico ad associarsi ufficialmente al più grande programma di ricerca e innovazione mai finanziato dall’Unione Europea (93,5 miliardi di euro per il periodo 2021–2027), un traguardo annunciato personalmente da Ursula von der Leyen su LinkedIn.

Questo accordo apre nuove prospettive, anche per il settore auto, che potrebbe beneficiare di importanti opportunità di collaborazione e innovazione.

Una porta che si apre

Anche se l'annuncio della presidente della Commissione europea non parla esplicitamente di auto o materie prime, l’accesso della Corea del Sud a Horizon Europe apre la porta a collaborazioni e finanziamenti anche in questi ambiti.

Tra i potenziali collegamenti ci sono, per esempio, i progetti per lo sviluppo di veicoli elettrici, la guida autonoma e il riciclo di batterie e componenti.

La collaborazione internazionale potrebbe allargarsi alle materie prime critiche, nell'ottica di migliorare la catena di approvvigionamento e diversificare le fonti.

 

Un esempio pre-accordo

Prima che la Corea del Sud diventasse ufficialmente associata a Horizon Europe, è bene ricordare che alcuni suoi ricercatori e istituti potevano comunque partecipare a certi progetti, sebbene con limitazioni. Tra questi possiamo citare, ad esempio, MORAI, una startup coreana specializzata in piattaforme di simulazione e digital twin per la guida autonoma.

Questo progetto, partito l'anno scorso, si concluderà il 30 giugno 2027 e coinvolge 17 istituzioni di ricerca internazionali con il titolo: "Sviluppo di un sistema virtualizzato di guida autonoma cooperativa per il supporto di passeggeri e operatori, volto a promuovere un ecosistema completamente autonomo".

Più in concreto, MORAI ha creato, finora, una piattaforma di simulazione usata da aziende come Hyundai per testare la guida autonoma senza dover mettere le auto su strada; ha collaborato con enti come TÜV SÜD per rendere questi test affidabili anche a livello normativo e sta aiutando a formare nuovi talenti nel campo della mobilità autonoma.

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