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Northvolt è salva? La startup americana Lyten vuole comprarla

L'operazione permetterà di rimettere in moto la fabbrica svedese di Skellefea: le prime batterie saranno consegnate nel 2026

Impianto Northvolt

Northvolt può ancora salvarsi. La startup americana Lyten ha infatti accettato di acquistare la maggior parte dell’azienda svedese di batterie, che è finita in bancarotta a marzo di quest’anno. Lyten, che è sostenuta tra le altre anche da Stellantis, potrebbe così garantire a Northvolt il prosieguo delle attività.

“I nostri piani sono di riprendere il lavoro da dove Northvolt l’ha interrotto”, ha detto Dan Cook, ceo di Lyten, in una recente intervista rilasciata alla Reuters. Quindi, adesso che succederà?

Produzione al via e consegne dal 2026

L’obiettivo principale di Lyten è di rimettere in moto lo stabilimento di Skelleftea e di iniziare a consegnare batterie agli ioni di litio ai primi clienti già a partire da inizio 2026. Il legame tra Lyten e Northvolt non è nuovo. Il primo luglio era stata data la notizia che la startup americana aveva acquistato tutta la parte dedicata ai sistemi di accumulo, situata in Polonia. Ora, a quella, si affiancherà la fabbrica principale.

Volvo e Northvolt insieme per un centro di ricerca sulle batterie

Le batterie di Northvolt sviluppate insieme a Volvo

Il costo dell’operazione non è stato reso noto, ma Dan Cook ha affermato di aver ottenuto uno sconto considerevole rispetto al reale valore dello stabilimento.

Salveranno anche i posti di lavoro

L’acquisto di Northvolt da parte di Lyten consentirà anche di mantenere molti posti di lavoro. Almeno nelle intenzioni, la volontà è quella di sfruttare le competenze costruite in Svezia in questi anni. Anche per garantire una certa continuità nel raggiungimento dell’obiettivo originale di Northvolt: affermarsi come produttore europeo di batterie di qualità in grado di contrastare il dominio dei giganti asiatici del settore.

La batteria al litio zolfo Lytcell EV di Lyten

La batteria al litio zolfo Lytcell EV di Lyten

Gli ostacoli, però, sono molti. A partire dal ritrovare i clienti. Uno dei motivi per cui Northvolt è andata in crisi è che ha ritardato la consegna di batterie ad alcune Case, in primis BMW. Su questo Cook è fiducioso: “Penso che torneranno più velocemente di quanto la gente creda”.

Se l’operazione andrà a buon fine, non sarà solo l’Europa a beneficiarne. Northvolt, infatti, oltre agli stabilimenti in Svezia e Germania, aveva in programma di produrre batterie anche in Nord America. L’ingresso di Lyten nell’operazione di salvataggio, potrebbe rimettere in piedi anche questa strategia di crescita. Per quanto serva ancora tempo.

Intanto, anche Lyten beneficerà dell’acquisto di Northvolt. Concentrata principalmente sulla produzione di batterie al litio-zolfo, potrà diversificare il proprio portafoglio prodotti e sfruttare nuovi canali commerciali per espandersi in Europa.

Fotogallery: La batteria al litio zolfo di Lyten