Fa 145.000 km in Tesla: ecco come valuta autonomia e costi di ricarica
Il tiktoker D-Mode traccia un bilancio sulle prestazioni della sua Model 3. Spoiler: non è quello che sperava (video)
Come tutte le auto elettriche, anche le Tesla hanno costi di gestione e manutenzione inferiori ai veicoli a benzina. O forse no? Secondo il tiktoker D-Mode (@dmodemusic), le tariffe dei Supercharger e il crollo del valore dell’usato stanno ribaltando l’equazione.
In un video diventato virale sul social network, il musicista e creator, forte delle sue 90.000 miglia (quasi 145.000 km) di esperienza al volante della vettura, non usa mezzi termini:
«L’autonomia non è paragonabile. Intendo dire che la differenza tra veicoli a combustione interna e veicoli elettrici è enorme. In entrambi il chilometraggio residuo diminuisce in base a diversi fattori, ma quello delle elettriche cala molto più rapidamente».
Autonomia reale auto: elettriche vs benzina
Vediamo perché. Se è vero che, in certe condizioni, anche le auto termiche perdono efficienza, D-Mode sostiene che il calo è molto più drastico nelle elettriche come le Tesla. Una considerazione che troverebbe riscontro fra molti automobilisti e in diverse ricerche.
Il freddo, ad esempio, può ridurne l’autonomia fino al 50% a causa del riscaldamento da accendere. Ma anche in climi più miti, fattori come velocità, pendenze e uso del climatizzatore incidono sensibilmente, riducendo i valori dichiarati a una stima ottimistica più che a una certezza.
La spiegazione sta nel modo in cui le elettriche bruciano energia: a differenza dei motori a combustione, che consumano poco da fermi, le vetture elettriche utilizzano tanta batteria quando restano accese con aria condizionata o riscaldamento attivi. In più, pur presentando efficienza a basse velocità, la situazione si ribalta in autostrada: la resistenza aerodinamica aumenta e la frenata rigenerativa serve a poco.
Secondo i dati di Recurrent Auto, la maggior parte delle Tesla non si discosta troppo dalle stime ufficiali di autonomia, ma il divario tra teoria e pratica resta. E l’esperienza di D-Mode lo riflette.
Tesla Supercharger, non sempre un affare
Stando sempre al tiktoker, altro punto critico sono i prezzi di ricarica rapida. L’uso frequente dei Supercharger può infatti ribaltare la massima secondo cui i pieni alle auto elettriche costano meno.
Negli Stati Uniti le tariffe oscillano tra 0,25 e 0,5 dollari a kWh. Per una Model 3 Long Range con batteria da circa 75 kWh, significa spendere dai 18 ai 37 dollari: non lontano dal pieno di una berlina a benzina (i prezzi in Italia sono di 0,47-0,52 €/kWh; così un pieno costera 35-39 euro).
La vera convenienza si ha a casa: con una media nazionale di 0,16 dollari/kWh, una ricarica completa costa circa 12 dollari (il prezzo in Italia è di 0,24 €/kWh; così il pieno costa 18 euro). Ma pochi hanno un garage e i conti, quindi, cambiano per chi si affida spesso alla rete pubblica.
Svalutazione più rapida
D-Mode, poi, mette in guardia anche sul valore dell’usato: «Le Tesla si svalutano molto più in fretta della maggior parte dei marchi».
In passato i dati lo avrebbero smentito: nel 2021 iSeeCars aveva incoronato la Model 3 come l’auto che perdeva meno valore in 5 anni. Ma la situazione è cambiata. I forti ribassi di listino e le eccedenze di magazzino introdotte da Tesla tra il 2023 e il 2024 hanno fatto precipitare i prezzi dell’usato: alcune vetture hanno perso fino al 30% del valore in pochi mesi (fonte CarEdge).
Per chi, come D-Mode, ha percorso molti chilometri in questo lasso di tempo, l’impatto è ancora più evidente. TopSpeed segnala che il prezzo medio di una Model 3 usata è calato drasticamente, con una ripresa solo parziale nel 2025.
Tutte le auto si svalutano, ma la strategia di Tesla, fatta di continui aggiornamenti e tagli improvvisi, rende imprevedibile il futuro valore residuo. Un ulteriore campanello d’allarme per chi si avvicina all’acquisto di un veicolo elettrico in un mercato ancora in piena trasformazione.
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