Vai al contenuto principale

Ho provato la piccola hot hatch elettrica di Honda

Con motore grintoso e marce simulate, la Super One è affascinante e piacevole da guidare, anche se ha un problema

Honda S1 First Drive
Foto di: Honda

Scendendo lungo un tratto tortuoso sul retro del circuito di prova Honda a Tochigi, in Giappone, mi sono trovato davanti a una leggera salita. Era il mio secondo giro e l’ingegnere accanto a me aveva già premuto il pulsante “Boost Mode” sul volante, ma la Honda Super-One ha faticato ad affrontare la pendenza.

Ho dato qualche colpo alle palette sul lato sinistro dello sterzo: la trasmissione automatica simulata a sette marce ha finto una scalata di alcuni “rapporti”, riproducendo persino un leggero contraccolpo come se fosse un cambio vero. Il sound sintetico dello scarico è salito di tono e il contagiri virtuale ha quasi toccato il limitatore “fittizio”, ma la gioia che ho provato nel vedere questa scatoletta rettangolare sfrecciare su per la curva era tutt’altro che artificiale: il suo comportamento era brillante e vivace come in ogni altro punto del tracciato.

Presentata al pubblico nella scorsa estate al Goodwood Festival of Speed, mostrata di nuovo al Japan Mobility Show pochi giorni prima del test e destinata alla produzione nel 2026, la Honda Super-One è il terzo modello della nuova gamma elettrica del marchio. Se la N Van EV è pensata per un uso “commerciale” e la N-One punta sull’“accessibilità”, la Super-One nasce sotto l’etichetta “Fun”; appellativo più che meritato.

Più potente di una kei car

Pur derivando interamente dalla Honda N-One E, la Super-One non è ufficialmente una Kei Car. I passaruota allargati di 50 mm su ogni lato superano le dimensioni di questa categoria di microvetture giapponesi. Ma questa “espulsione” ha un lato positivo: la Super-One non è soggetta ai limiti di potenza delle Kei, fissati volontariamente dai costruttori a circa 63 CV.

Guida al Prototipo Honda Super One
Foto di: Honda

Alla domanda su quanta potenza eroghi effettivamente il pacco batteria sotto il sedile anteriore, l’ingegnere responsabile del progetto si è limitato a sorridere e rispondere: “Di più”.

Piccola ma cattiva

Rispetto ai modelli base, con cerchi da 14 pollici e gomme 155/65, la Super-One monta cerchi da 16 pollici con pneumatici 205/45 dall’impronta decisamente sportiva. È un aggiornamento sostanziale. Anche se non ho potuto provare la versione standard, bastano pochi minuti al volante del prototipo per capire che, su pista, la Super-One è vivace e nervosa, con una tendenza marcata al sovrasterzo. L’equilibrio tra aderenza e potenza è però calibrato: l’auto dà il meglio quando viene guidata al limite e premia chi osa spingersi un po’ oltre.

Minimalismo dentro l’abitacolo

All’interno non c’è nulla che distragga dal piacere di guida, anche perché, semplicemente, c’è pochissimo. Troviamo solo l’essenziale: un piccolo display per la strumentazione, un tablet centrale, i comandi analogici del climatizzatore, i pulsanti del cambio tipici di Honda e i classici comandi elettrici per vetri, specchietti e portiere.

Prototipo Honda Super One EV

L'interno del prototipo Honda Super-One EV

Foto di: Honda

A impreziosire l’ambiente, due sedili sportivi con rivestimento in tessuto scamosciato nei toni carbone/blu reale/delfino, dotati di un ottimo supporto laterale. Lo stile generale è sobrio e pulito, quasi minimalista. In un’epoca in cui le auto crescono in dimensioni, peso e prezzo, questa semplicità è un sollievo.

Anche in Europa?

Mentre mi trattenevo in Giappone per approfondire i piani di elettrificazione, Honda ha confermato che la vettura sarà prodotta solo con guida a destra, destinata ai mercati del Regno Unito e dell’Asia. Per l’Unione europea, tocca aspettare la decisione di Bruxelles in merito alle e-car, nuova categoria di veicoli ispirata alle kei-car.