Passare al Gpl o al metano con una vettura elettrificata può ridurre costi ed emissioni, ma ci sono anche controindicazioni

Malgrado l'elettrico puro stia progredendo velocemente, quella dell’ibrido appare ancore il miglior compromesso tra la necessità di abbattere le emissioni dei veicoli e quella di conservare autonomia e facilità d’uso delle auto tradizionali. Dunque, utilizzare altri carburanti più ecologici o economici al posto di benzina o gasolio appare un passaggio quasi ovvio per aumentare ancora la vocazione "green" dei modelli a doppia propulsione.

Alle case l’idea è ben chiara da tempo, anche se le applicazioni pratiche sono ancora relativamente scarse. Toyota, pioniera dell'ibrido, ad esempio, ha iniziato nel 2015 a sperimentarne una variante alimentata a Gpl su un prototipo di taxi commercializzato due anni dopo, per il solo mercato interno. Si chiama JPN e utilizza per la parte "termica" un 1.5 da 74 CV di potenza che grazie alla tecnologia ibrida dichiara percorrenze di 19,4 km/l.

Ibridi a gas, sono una soluzione?

Le conversioni

Per quanto riguarda le vetture circolanti, in realtà la trasformazione a gas delle ibride esiste già e si sta diffondendo anche in Italia, dove dal 2013 la Motorizzazione ha codificato la procedura per il collaudo del montaggio di questi impianti. I benefici si hanno, in questo caso, soprattutto dal punto di vista economico, grazie al minor costo del carburante perché a ben vedere, le emissioni del Gpl (che deriva pur sempre dal petrolio), non sono lontanissime da quelle di benzina e gasolio, per quanto contenute proprio dai minori consumi dell'ibrido. Secondo alcune testimonianze, tuttavia, si arriverebbe a percorrenze di anche 1.000 km con una spesa di soli 30 euro. Troppo bello? Sì, infatti ci sono dei limiti.

Passaggio da valutare

Gli aspetti collaterali da tenere in considerazione iniziano dal costo della trasformazione a GPL che può arrivare anche a 1.500 euro e la rende di fatto conveniente soprattutto per chi percorre molti chilometri anche in autostrada, dove l’azione del motore elettrico è limitata e le ibride tendono a consumare di più. Ci sono poi i problemi della garanzia, visto che quella della casa va a decadere. Gli installatori ovviamente certificano e garantiscono componenti aggiuntivi e intervento ma, un po' come accade per le altre auto, può valer la pena di prenderlo in considerazione una volta che l'auto ha qualche anno, scaduta la copertura della Casa.

E il metano?

Il gas naturale ha benefici, anche ecologici, ancora maggiori: non soltanto perché si può ricavare da fonti sostenibili e rinnovabili come le biomasse, ma anche perché le sue emissioni sono nettamente meno inquinanti di quelle degli altri carburanti. La controindicazione è che un impianto a metano capace di garantire una buona autonomia ha ingombri e pesi piuttosto consistenti che su un’ibrida, già appesantita e “ingombrata” dalla batteria e dalla doppia propulsione, aumentano le difficoltà.

Ibridi a gas, sono una soluzione?

Questo non ha impedito a qualcuno di valutarla come possibile soluzione per il futuro: la concept Vision X che Skoda ha presentato a Ginevra del 2018 mostrava un’inedita propulsione ibrida con un motore su ciascun asse e la possibilità di utilizzarli insieme o individualmente. Quello termico, un 1.5 TSI da 130 CV montato all'anteriore, era alimentato dal metano contenuto in due bombole in composito e da un piccolo serbatoio di benzina.

Ibridi a gas, sono una soluzione?

Complessivamente, il sistema prometteva un’autonomia totale di 650 km, più di cui circa 2 a trazione soltanto elettrica, prestazioni soddisfacenti (lo 0-100 avveniva in 9”3) mente le emissioni di CO2 erano contenute in 89 g/km. Viste oggi, sarebbero giusto sufficienti a rispettare i limiti imposti dall’UE per il 2021, anche se di poco,  e in effetti non un risultato così straordinario per una vettura piccola da cui è lecito aspettarsi che abbassi la media in modo più sostanzioso.

Discorso diverso immaginando di applicare il principio ad una propulsione ibrida plug-in, su cui i consumi ancora più "diluiti" dalla maggior potenza elettrica renderebbero l’auto davvero ecologica. Sfortunatamente, le ibride plug-in sono già quelle più svantaggiate in termini di peso e complessità, in quando richiedono una batteria più grande e potente, e aggiungerci ancora le bombole rischia di peggiorare ancora il bilancio vanificando il beneficio del metano.