Il costruttore inglese annuncia l'interruzione dello sviluppo della sua prima auto elettrica

A nemmeno un anno da quando Aston Martin aveva annunciato che sarebbe entrata nel segmento delle auto elettriche con il progetto Rapid E, il costruttore inglese cambia le carte in tavola e alza bandiera bianca. Il motivo di tale decisione sarebbe da ricercare nella difficile situazione economica in cui versa attualmente il brand, unita ai forti investimenti che sono stati riservati allo sviluppo del SUV DBX. Per questo motivo, concentrare le risorse su un'auto che, soprattutto in questo momento, andrebbe incontro a numeri di mercato tendenzialmente contenuti rispetto ad altri modelli "tradizionali", rappresenta un'operazione non sostenibile.

Questione di budget

Sicuramente, quindi, le motivazioni dietro l'abbandono del progetto Rapid E sono di tipo economico. Ad oggi infatti, il rapporto tra investimenti e ricavi nel settore dell'auto elettrica rischia di essere molto sfavorevole soprattutto per costruttori tradizionalmente legati alla produzione di modelli benzina e ad alte prestazioni. Questo perché lo sviluppo della tecnologia elettrica comporta l'investimento di grandi somme di denaro, che richiedono molto tempo per essere poi ammortizzate con le vendite. Questo perché, soprattutto per un brand come Aston Martin, in questo momento che è ancora di passaggio all'auto elettrica, è sicuramente più facile vendere un'auto tradizionalmente legata ai valori del marchio. Soprattutto se si tratta di un SUV.

Fotogallery: Aston Martin DBX (2020)

Decide il mercato

Ad oggi, infatti, che piaccia o meno, i SUV rappresentano il segmento più in crescita in tutte le fasce di mercato. Tutti le vogliono e tutti le cercano. Anche per i costruttori storicamente legati al settore delle supercar, pare sia diventato impossibile non avere in gamma un modello a "ruote alte". Ecco quindi che anche Aston Martin ha recentemente scelto di investire nello sviluppo di un SUV. Il risultato è la DBX, un modello molto importante per il costruttore inglese, sul quale sono state incentrate molte delle risorse di Gaydon. Da qui, la necessità di "tagliare" altri progetti. Detto questo, è molto probabile che Aston Martin continuerà comunque a lavorare su soluzioni elettrificate. Se non altro per rispettare i limiti sulle emissioni di CO2. Su tutte, la DBX ibrida.