Ecco il piano ASPI: si parte con 67 stazioni fast da 4-6 postazioni ciascuna, l’obiettivo sarà garantire una distanza media di 90 km

Era ora, verrebbe da dire. Finalmente qualcosa ha iniziato a muoversi sul fronte delle colonnine per le auto elettriche in autostrada. Mentre la questione del ritiro della concessione è ancora pendente, infatti, ASPI prova a giocarsi il jolly della “rivoluzione verde” prevista dal suo “Piano di trasformazione al 2023”, che trova uno snodo fondamentale proprio nella diffusione delle infrastrutture per ricaricare le EV.

“Fin qui abbiamo parlato degli impegni della manutenzione”, spiega il ceo di ASPI, Roberto Tomasi, a L’Economia, “ora bisogna provare a parlare di futuro sostenibile” e “non può esistere l’auto elettrica se non c’è una rete verde”. Meglio tardi che mai? Ma vediamo materialmente in cosa consisterebbe il piano di Autostrade.

Fase 1: 35 milioni di investimento

Il progetto di ASPI prevede in prima battuta l’installazione delle stazioni di ricarica in 67 aree di servizio autostradali, ciascuna delle quali sarà dotata di 4-6 postazioni fast ad alta potenza. La società identifica questa come la fase di start-up, con l’obiettivo finale di garantire la disponibilità delle ricariche a una distanza media di 90 km. Un valore che sconfiggerebbe una volta per tutte la range anxiety sulla grande viabilità.

Tomasi sottolinea che il primo step del piano – al netto di scossoni sul fronte concessioni – è pronto a decollare entro due mesi. Secondo il settimanale finanziario del Corsera, si partirà probabilmente dallo snodo autostradale di Bologna, e poi saranno abbracciate Milano e Roma. L’investimento per l’installazione delle prime 67 stazioni di ricarica è quantificato in 35 milioni di euro.

Fase 2: si apre al mercato

Se la crescita delle auto elettriche dovesse proseguire a ritmi sostenuti e la risposta degli automobilisti sarà positiva, ASPI sarebbe pronta ad avviare una fase 2 del piano coinvolgendo il mercato attraverso una serie di gare pubbliche. Una sorta di preselezione dei produttori in grado di fornire le infrastrutture per la ricarica veloce sarebbe addirittura già iniziata.

In aggiunta all’infrastruttura elettrica, il piano illustrato da Tomasi promette anche l’installazione di luci a led a basso consumo in 600 gallerie e il potenziamento degli impianti fotovoltaici che forniscono energia alla rete ASPI: se ne dovrebbero aggiungere 144 ai 165 esistenti.

Un altro capitolo infine è quello della sperimentazione della tecnologia 5G. “È l’altra grande sfida, quella che vedrà comunicare il veicolo con l’infrastruttura”, conclude il manager.