Le auto di Elon Musk hanno molti "occhi" per analizzare quello che hanno intorno: vediamo come funziona questo complesso sistema

L’Autopilot di Tesla è spesso citato come esempio quando si parla di dispositivi di guida autonoma. Il sistema, in effetti, è tra i più completi in circolazione e per certi aspetti il più avanzato, anche se non manca qualche aspetto da migliorare, anche alla luce degli enormi passi avanti dei competitor.

La tecnologia in campo è talmente complessa che "da fuori" addirittura non si è ancora riusciti a decifrare tutte le funzioni di cui dispone. In passato abbiamo analizzato il suo funzionamento ma ora un video mostra quello che "vede" l’Autopilot.

Un’interpretazione fedele all’originale

Il video è stato realizzato dal canale YouTube Wes Bard, che sulla base del materiale diffuso dalla Casa ha interpretato tutto quello che si sa riguardo all’Autopilot, simulandone il funzionamento.

Il risultato è straordinario e fa capire molto su come "ragionano" le auto di Palo Alto. Ma Tesla, che custodisce gelosamente le proprie tecnologie (anche se proprio un leak delle loro informazioni sta facendo parecchio discutere), non ha mai reso noti i dettagli del software di gestione della guida autonoma disponibile sulle proprie vetture.

Su cosa si basa l’Autopilot

Per quanto ci siano ancora molti segreti, sono diverse le cose che si sanno sull’Autopilot. Il sistema si basa su una rete neurale (una sorta di cervello artificiale) che a sua volta è costituita da 48 diverse reti con funzioni specifiche.

Ognuna di esse analizza fino a 1.000 input provenienti dall’ambiente circostante e lo fa 2.300 volte al secondo.

  • Analisi di 1.000 variabili contemporaneamente
  • Frequenza di raccolta dati pari a 2.300 volte al secondo
Man sitting in Tesla Model S with autonomous self driving autopilot engaged

Per raccogliere le informazioni, l’Autopilot sfrutta il lavoro congiunto di un radar frontale, di 8 telecamere, di un sonar a 360° e del Gps. Ognuno di questi dispositivi è destinato ad un compito specifico.

Con il radar, ad esempio, che legge fino a 160 metri, anche in caso di nebbia o polvere, con le telecamere che hanno raggi d’azione diversi, compresi tra i 250 e i 60 metri e il sonar che monitora i dintorni dell’auto avvolgendola in una sorta di sfera di 8 metri di raggio. Il Gps, infine, lavora proprio sulla geolocalizzazione del veicolo, stabilendone la posizione rispetto alla strada.

  • 1 radar
  • 4 telecamere frontali
  • 4 telecamere laterali
  • 1 sonar
  • 1 Gps
Tesla Model S Autopilot Left Turn

Tutto passa dall’ASIC

Tutti i dati raccolti da telecamere e altri sensori di rilevamento sono elaborati da un processore chiamato ASIC (acronimo che sta per Application Specific Integrated Circuit) che è in grado di elaborare le informazioni e ricostruire forma, dimensione e disposizione nello spazio di tutti gli oggetti rilevati.

Queste informazioni, in ultima istanza, servono per dare all’auto indicazioni di come regolare la velocità, di come agire su sterzo e freni e di come intervenire in caso di rischio di incidente.