La big cinese rivela che il suo progetto da 2 milioni di km non ha a che fare con Palo Alto. E fornisce altre info molto interessanti

Il colosso cinese CATL in poco tempo ha firmato un importantissimo accordo con Tesla per la fornitura di batterie senza cobalto più prestanti ed economiche, arrivate sulle Model 3 "Made in Cina", e dichiarato di essere pronto a mettere sul mercato una super batteria da due milioni di km

Le due cose però non sono collegate tra loro. L'attesa super batteria di Tesla, di cui è trapelato già qualche brevetto, non sarà prodotta infatti dall'azienda cinese e la conferma ci è stata data direttamente e in esclusiva da CATL, attraverso le parole della responsabile marketing Elaine Huang.

Una batteria "indipendente"

La partnership tra CATL e Tesla per la batterie cobalt-free è tutt'altro che banale. Ma oltre, almeno per ora, la collaborazione non va. E infatti, Eleine Huang ci ha detto che la batteria da due milioni di chilometri è basata su una tecnologia sviluppata solo internamente, indipendente da quella annunciata da Tesla.

"La nostra tecnologia - ha spiegato - si basa sulla capacità di ridurre il decadimento delle prestazioni controllando il consumo della componente attiva di litio". CATL sarebbe riuscita a migliorare così tanto le prestazioni grazie ad una serie di accorgimenti che hanno interessato catodo e anodo.

"Nel catodo abbiamo applicato un rivestimento inattivo che favorisce la passivazione (una sorta di corrosione di natura elettrochimica, ndr) che riduce l'attività degli ioni di litio durante le fasi della ricarica e la riattiva in rilascio in modo da limitare al massimo le reazioni chimiche durante i cicli di utilizzo della batteria".

Nell'anodo, al contempo, CATL ha messo a punto "una tecnologia che limita il consumo del litio incrementando performance e durata della batteria".

Batterie CATL (Fonte: pushevs.com)

Tutto ruota intorno agli elettrodi

Tutta la questione, in pratica, ruota intorno alla capacità di "domare" il litio - elemento che sta facendo discutere per alcune dinamiche finanziarie - contrastando ogni attività che non sia necessaria al funzionamento della batteria, per dirla con parole semplici. 

CATL non ha fornito alcuna informazione sulle precauzioni adottate per evitare la formazione di dendriti.

Però ha detto che oltre a quanto già spiegato, sulla batteria da 2 milioni di km è presente anche un'elettrolita bionico, dotato della capacità di cambiare comportamento nei diversi cicli di carica e rilascio dell'energia contribuendo alla formazione di quello strato protettivo presente sugli elettrodi che migliora le prestazioni della batteria e ne allunga enormemente la vita. 

Anche SVolt, che ha annunciato da poco la sua super batteria, sfrutta uno strato protettivo a copertura di elettrodi che sono formati da un unico cristallo. Proprio questo strato sembra essere l'unico elemento comune tra le due batterie. 

Cina CATL & Honda Sign Massive EV Battery Deal

Una tecnologia duttile

Tornando a CATL, una delle cose più sorprendenti delle tecnologie sviluppate riguarda il fatto che possono essere applicate non solo alle batterie NMC (Nichel-Manganese-Cobalto), ma anche a quelle LFP (Litio-Ferro-Fosfato).

Quindi, per tornare alle considerazioni iniziali, anche Tesla, che le LFP compra da CATL, potrebbe ricevere presto benefici enormi

Al momento CATL sta trattando con varie Case per la fornitura di queste nuove supercelle agli ioni di litio, ma non si sa ancora quali. Huang ha solo ammesso che la fornitura OEM "è un elemento necessario per avviare la produzione di questo nuovo prodotto". 

Left: CATL Founder and CEO Dr. Robin Zeng; Right: VWCO President and CEO Antonio Roberto Cortes

Perché 2 milioni di km

A questo punto una domanda sorge spontanea. Con una batteria in grado di percorrere 2 milioni di km, infatti, si arriverà ben oltre il ciclo di vita medio di una vettura. È quindi necessaria? In un certo senso no, se si guarda solo al suo utilizzo per autotrazione.

Ma certamente sì se si prende in considerazione anche la seconda vita delle batterie, che potrebbero offrire vantaggi enormi quando impiegate come accumuli stazionari. 

C'è poi anche un secondo interrogativo che non si deve ignorare. Con tutte queste migliorie all'orizzonte, non si corre il rischio che il mercato delle auto elettriche rallenti il sul slancio? Cioè, è plausibile pensare che molti rimandino l'acquisto di una vettura a zero emissioni aspettando modelli dalle prestazioni migliori? Lo scopriremo solo con il tempo.

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