Insieme al team monegasco Voxan, a bordo della mostruosa Wattmann, il campione romano ha infranto ben 11 primati in una volta sola

Max Biaggi ce l’ha fatta: è l’uomo più veloce del mondo alla guida di una motocicletta elettrica. Il campione romano a bordo della Voxan Wattmann ha toccato la velocità massima di 408 km/h sulla pista dell’aeroporto francese di Chateauroux: una velocità che gli ha permesso di stabilire ben 11 nuovi record del mondo.

L’impresa era in programma da tempo. Già nell’estate del 2019 Biaggi e i ragazzi della Voxan, azienda del gruppo Venturi, avevano iniziato a lavorare sulla messa a punto della mostruosa due ruote a batteria Wattmann. Allora, oltre ad affinare una serie di dettagli come la posizione di guida e l’aerodinamica, il team si recò in Bolivia per una prima serie di test effettuati sulla distesa salata di Uyuni.

Tutti i record di Max

Causa Covid, l’impresa è stata prima ritardata, poi “ritarata”: vista l’impossibilità di tornare in Sudamerica, infatti, il team ha svolto un paio di sessioni di test estivi in Francia e, considerando i risultati soddisfacenti, ha deciso di usare proprio quella location transalpina per provare a scrivere ufficialmente il proprio nome sul Guinness dei Primati.

Fotogallery: Voxan Wattmann: la moto elettrica da record guidata da Max Biaggi

Nel weekend tra il 30 ottobre e il primo novembre il team ha effettuato una serie di run con diverse configurazioni aerodinamiche. La Wattmann ha corso con e senza carenatura e alla fine della giornata si è dimostrata la più veloce in 11 prove nella categoria delle motociclette elettriche parzialmente carenate con peso al di sotto dei 300 km e con trazione su una sola ruota.

  • Record sul quarto di miglio con partenza lanciata, motocicletta con carenatura parziale: 394,45 km/h
  • Record sul quarto di miglio con partenza lanciata, motocicletta non carenata: 357,19 km/h
  • Record su 1 km con partenza lanciata, motocicletta con carenatura parziale: 386,35 km/h (precedente 329,31 km/h)
  • Record sul quarto di miglio con partenza da fermo, motocicletta non carenata: 126,20 km/h
  • Record sul quarto di miglio con partenza da fermo, motocicletta con carenatura parziale: 127,30 km/h (precedente: 87,16 km/h)
  • Record su 1 km con partenza da fermo, motocicletta non carenata: 185,56 km/h
  • Record su 1 km con partenza da fermo, motocicletta con carenatura parziale: 191,84 km/h (precedente: 122,48 km/h)
  • Record su 1 miglio con partenza da fermo, motocicletta non carenata: 222,82 km/h
  • Record su 1 miglio con partenza da fermo, motocicletta con carenatura parziale: 225,01 km/h
  • Record di velocità massima, motocicletta oltre 300 kg, con carenatura parziale: 366,94 km/h
  • Record di velocità massima, motocicletta oltre 300 kg, non carenata: 349,38 km/h
Max Biaggi da record sulla Voxan Wattmann

Non è ancora finita

Di tutti i primati conquistati, il più prestigioso, quello a cui davvero mirava la Voxan, era quello per motociclette elettriche parzialmente carenate oltre i 300 kg, che è stato raggiunto facendo registrare una velocità di 366,94 km/h: largamente superiore a quella di 327,608 km/h del precedente record, stabilito da Ryuji Tsuruta nel 2019. Molto significativo anche quello di 349,28 km/h di velocità per motociclette non carenate.

 

Ma il team, galvanizzato dai risultati ottenuti, non si è detto del tutto pago e ha già annunciato di volersi migliorare ancora. Per questo motivo, nel 2022, si recherà di Bolivia, per dare un nuovo assalto ai record stabiliti in Francia. La minor densità dell’aria boliviana, vista l’altitudine di 3.520 metri della distesa di Uyuni, e la possibilità di apportare una serie di ulteriori migliorie alla Wattmann fanno ben sperare.

  • Potenza: 425 CV
  • Peso: 140 kg
  • Batteria: 15,9 kWh
  • Raffreddamento: sistema a ghiaccio secco
Max Biaggi da record sulla Voxan Wattmann

Il suono del silenzio

Sceso dalla moto con evidente soddisfazione, Max Biaggi ha dichiarato sul suo canale Facebook: “Le sensazioni che ho vissuto sono state un po’ diverse da quelle che mi hanno accompagnato per gran parte della mia vita da pilota. La mancanza dei rumori usuali per una moto, la presenza di un motore elettrico, dall’erogazione completamente diversa rispetto ad un motore termico e la mancanza della competizione con gli altri piloti sono state sicuramente le differenze che ho percepito di più”.

“Tra tutte le cose però c’è la velocità che ho raggiunto. Non avevo mai toccato i 400 km/h e fidatevi di me, a quelle velocità cambia completamente la prospettiva dello spazio che ti circonda. Diventano determinanti gli effetti aerodinamici, l’aria è un muro praticamente impenetrabile e cominci a combattere con delle forze fino a quel momento poco note”.