L'all-in di Tesla: vuole un pezzo del colosso minerario Glencore
Secondo il Financial Times, la Casa sarebbe vicinissima a mettere le mani sul 10-20% del gigante delle materie prime anglo-svizzero
“I prezzi del litio sono saliti alle stelle! Tesla potrebbe essere costretta a entrare direttamente nel settore dell’estrazione e della raffinazione su scala, a meno che i costi non migliorino”. Era l’8 aprile quando Elon Musk – affidandosi come al solito a Twitter – annunciava sibillino il possibile ingresso della Casa nell’industria mineraria.
E ora, detto fatto: stando al Financial Times, informato da “due persone che hanno familiarità con la questione”, il costruttore americano starebbe per acquisire il 10-20% delle quote di Glencore, colosso minerario anglo-svizzero impegnato nella produzione di cobalto, nichel, rame e altri minerali (ma non litio), oltre che nel riciclo di batterie.
Dialoghi in corso
La trattativa era nata nel 2021 ed era proseguita a marzo di quest’anno, dopo una visita di Gary Nagle, ceo di Glencore, all’impianto Tesla a Fremont. I dialoghi, ricostruisce il quotidiano della City, si erano poi fermati per preoccupazioni di Musk e soci legate alle estrazioni di carbone dell’azienda, che probabilmente non si sposerebbero bene con i target ambientali della Casa.
Ma le cose sono cambiate parecchio negli ultimi tempi. I prezzi delle materie prime sono aumentati poderosamente e mr Tesla ha lanciato il ballon d’essai sui social. E così, la Casa si è rituffata a capofitto nel business dei minerali, lavorando sottotraccia negli ultimi mesi per mettere le mani su una quota di Glencore.
Dentro il mercato
Il tutto andando a fare scopa con l’obiettivo del costruttore di controllare il mercato delle materie prime in maniera sempre più penetrante. Contemporaneamente, infatti, Tesla porta avanti il progetto per costruire una raffineria di idrossido di litio sulla costa del Golfo del Texas.
Un approccio, quello del coinvolgimento diretto nel settore minerario, che mette d’accordo tanti costruttori: da BMW a Volkswagen, passando per Ford, Renault, Stellantis e tanti altri. A dimostrazione di quanto il mercato dell’auto elettrica cresca (e sia sempre più affamato di nuove materie prime).
Fonte: Financial Times
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