Si chiude in chiaroscuro il primo trimestre del 2023 di Tesla. Nonostante infatti i tagli dei prezzi, la Casa registra numeri positivi, anche se inferiori alle aspettative. Per la quattordicesima volta consecutiva, infatti, il Costruttore americano chiude un trimestre con un utile positivo.

Nello specifico, il fatturato si attesta a 23,33 miliardi di dollari, mentre l'utile per azione registrato è di 0,85 centesimi. Ma, come accennato, non sono tutte rose e fiori, perché il margine operativo crolla all'11,4% rispetto al 19,2% dello stesso periodo del 2022.

Non è tutto positivo

Eppure i margini di Tesla sono ancora superiori a quelli di altre Case auto. Nel 2022, giusto per fare un esempio, General Motors ha avuto un margine operativo del 6,6%, mentre Ford Motor ha raggiunto appena il 4%.

Tesla Model X presso la stazione di ricarica rapida EvGo

Una Tesla in carica

Ad ogni modo, va segnalato che l'utile netto di Tesla scende di quasi un quarto, a 2,51 miliardi di dollari, rispetto all'anno precedente, a causa dell'aumento dei costi delle materie prime, della logistica e della garanzia, oltre che per l'aumento della produzione delle celle della batteria 4680.

La produzione aumenta

Per quanto concerne la produzione, Tesla sforna 440.808 auto e ne consegna 422.875, con un conseguente eccesso di scorte di circa 18.000 unità. Ma, nonostante questo, l'azienda americana ha sottolineato che la domanda continua a essere più alta dell'offerta. L'obiettivo resta quello di consegnare 1,8 milioni di vetture entro la fine dell'anno.

A proposito della politica di taglio dei prezzi, invece, questa non è stata vista di buon occhio dal mercato: le azioni Tesla, infatti, sono crollate del 6%. Il Costruttore si dice però fiducioso e continua a credere in questo approccio ai prezzi, che considera una visione a lungo termine della redditività per veicolo, dato il potenziale valore di vita di un veicolo Tesla attraverso l'autonomia, la ricarica, la connettività e i servizi.