Più di 1 auto su 3 venduta in Cina è elettrica o ibrida plug-in
Nonostante il leggero calo delle immatricolazioni, BEV e PHEV raggiungono il 35% del mercato di giugno: i dati
Elettriche e ibride plug-in continuano a correre in Cina. Nel primo mercato al mondo, a giugno, la quota delle vetture a batteria è salita al 35%, nonostante un leggero calo nelle vendite complessive.
Nel mese alle spalle, infatti, si sono vendute 1,91 milioni di auto, ossia il 2,9% in meno rispetto allo stesso periodo del 2022. In generale, comunque, nei primi sei mesi del 2023 il mercato nel Dragone è ugualmente cresciuto del 2,5% sul primo semestre 2023, con un totale di 9,65 milioni di immatricolazioni.
Il boom non si arresta
I dati diffusi dalla China Passenger Car Association (CPCA) ed elaborati dalla Reuters evidenziano – come detto – la forte presenza dei modelli a batteria. Nel complesso, ibride plug-in e BEV hanno fatto registrare un +25% su giugno 2022 e la crescita è ancora più importante se si considera l’intero primo semestre del 2023, con un +37% sull’anno scorso.
Tesla Model Y
BYD e Tesla continuano a dominare il mercato, anche se la quota del Costruttore americano è passata dal 10,5% dei primi tre mesi all’8,8%. C’è poi da considerare come le Case cinesi stiano facendo affari d’oro con l’esportazione, con un +56% a giugno 2023 nella casella relativa alle vendite all’estero.
I rimedi di Pechino
Il rallentamento nelle vendite, comunque, sta preoccupando il governo di Pechino, che ha previsto una nuova serie di incentivi per tenere alta la domanda delle auto ibride ed elettriche. Tra le motivazioni della leggera contrazione del mercato, gli analisti prendono in considerazione la guerra dei prezzi scatenata da Tesla a inizio anno, che ha portato oltre 40 brand ad offrire forti sconti sui propri modelli.
BYD Han, uno dei modelli del marchio cinesi pronto ad arrivare anche in Italia
La corsa al ribasso dei listini poteva arrestarsi grazie all’intesa siglata da 16 Costruttori (tra cui Tesla stessa) e l’associazione delle Case cinesi (la CAAM). Un'intesa che, però, è durata poche ore, visto che la CAAM si è ritirata dall'impegno, tirando in ballo possibili violazioni delle leggi antitrust. Nei prossimi mesi, quindi, vedremo meglio gli effetti di questa vicenda.
Fonte: Reuters
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