La Germania non è solo la “culla” di buona parte delle auto elettriche vendute in Europa, ma è anche uno dei Paesi più avanzati in termini di vendite di modelli a batteria. Nonostante una crescita in leggero calo negli scorsi mesi, Berlino conta ormai stabilmente il 18-19% di EV ogni mese, oltre quattro volte la percentuale fatta registrare in Italia.

Il cancelliere tedesco Olaf Scholz è deciso a rendere ancora più “green” il parco auto della Germania puntando a 15 milioni di vetture elettriche entro il 2030.

Presto i dettagli

Secondo quanto riportato da un portavoce del Governo tedesco alla Reuters, Scholz affronterà coi vari ministeri le tappe specifiche che serviranno per raggiungere questo obiettivo. Resta il fatto che il cancelliere è convinto di potercela fare, a patto che i Costruttori facciano la loro parte riducendo i prezzi e commercializzando auto con autonomie sempre maggiori.

Volkswagen ID.2all

Volkswagen ID.2all Concept

Ed effettivamente tante Case si stanno concentrando su modelli più accessibili, tra cui il Gruppo Volkswagen, che tra nei prossimi anni presenterà la ID.2 e le sue “varianti” marchiate Cupra e Skoda. A dare una mano in questo senso – se si considerano marchi esterni alla galassia tedesca - ci sono anche Renault e Citroen, che presenteranno o hanno già presentato le loro EV entry level da circa 20.000 euro.

Focus sulle colonnine

I piani del Governo tedesco non sorprendono. Del resto, il ministero dei Trasporti locale sta investendo 6,3 miliardi di euro in un piano triennale per ampliare la rete di stazioni di ricarica. L'obiettivo è raggiungere 1 milione di punti di ricarica pubblici entro la fine del decennio, superando di gran lunga i 100.000 attuali.

Berlino incrementa così il suo sostegno per l'adozione di veicoli elettrici a 7,2 miliardi di euro, di cui 500 milioni sono disponibili per le famiglie già da questo autunno e 400 milioni saranno destinati alle aziende nei mesi successivi. L'obiettivo finale è rendere il Paese completamente decarbonizzato entro il 2045, cinque anni prima rispetto al resto d'Europa.