Capacità lorda e capacità netta della batteria: qual è la differenza?
Conoscere questa distinzione aiuta a mantenere le celle in salute e migliora la ricarica dell'auto elettrica
Quando si parla della batteria agli ioni di litio di un'auto elettrica, di solito si indicano due valori legati alla quantità di energia che riesce a immagazzinare: quello della capacità lorda e quello della capacità netta.
Ma di cosa si tratta? E, soprattutto, perché si fa questa distinzione? Quando si parla di serbatoi della benzina, in fondo, ci si limita a parlare di capacità totale e, al massimo, di quanto è dedicata alla cosiddetta “riserva”.
Con le auto elettriche la questione è leggermente più complessa. Perché, si sa, quando le batterie agli ioni di litio vengono caricate o scaricate del tutto, le celle tendono a degradarsi più velocemente. La differenza tra capacità lorda e netta è proprio una sorta di buffer di sicurezza che i Costruttori si riservano per mantenere la batteria in buono stato di salute più a lungo.
Una riserva di sicurezza
A tutti gli effetti, anche quando si raggiunge una carica pari a zero la batteria non è del tutto scarica. Semplicemente, non ha più una quantità di energia da mettere a disposizione dell’auto per alimentare i motori e continuare la marcia. Almeno, continuarla normalmente. In molti casi, infatti, arrivati allo zero (o in prossimità di quel valore) l’auto continua ad andare avanti impostando una sorta di protezione che riduce al minimo i consumi energetici per consentire al conducente di raggiungere un punto di ricarica o, per lo meno, di spostarsi da una zona di pericolo.
La batteria StoreDot con anodo in silicio testata da Volvo: ha una maggiore densità energetica
Lo stesso vale quando sul display si legge 100%. In questo caso la batteria non è del tutto carica. Semplicemente, ha immagazzinato la massima quantità di energia che può utilizzare per far muovere la vettura.
Quella manciata di kWh che ci sono tra la capacità lorda e la capacità netta servono anche durante la ricarica. Sono utilizzati infatti per rendere la curva di ricarica più omogenea e ottimizzare il processo con cui la batteria riceve elettricità.
Una percentuale variabile
Compresa la funzione di questo buffer, è abbastanza intuibile che la differenza tra capacità netta e capacità lorda varia da modello a modello e che rappresenta una percentuale maggiore negli accumulatori più piccoli.
Facciamo un esempio. La MINI Cooper SE ha una batteria con capacità lorda di 32,6 kWh e una capacità netta di 28,9 kWh. Quei 3,7 kWh in meno sono pari all’11,4% del totale. Restando in casa BMW, sulla i7 la batteria ha una capacità lorda di 105,7 kWh e una capacità netta di 101,7 kWh. Il buffer in questo caso è di 4 kWh, pari al 3,8%.
L'enorme batteria della BMW i7
| Capacità lorda | Capacità netta | Buffer | |
| MINI Cooper SE | 32,6 kWh | 28,9 kWh | 3,7 kWh /11%) |
| BMW i7 | 105,7 kWh | 101,7 kWh | 4 kWh (3,8%) |
Ci sono Costruttori che, per evitare ogni tipo di confusione, preferiscono addirittura non dichiarare la capacità lorda, limitandosi a dare il valore relativo ai soli kWh effettivamente utilizzabili. È successo in passato con Porsche, riguardo alla Taycan, e succede ancora con Lucid Motors, riguardo alla Air.
Poco importa. È noto infatti che, a prescindere dalla capacità lorda e dalla capacità netta, è sempre bene mantenere uno stato di carica che non scenda sotto certe percentuali e che, possibilmente, non arrivi con frequenza al 100%. Così facendo si è certi che la batteria durerà a lungo mantenendo quasi inalterate le prestazioni nel tempo.
Fotogallery: Batteria Renault Megane E-Tech Electric
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