Per ridurre il prezzo delle auto elettriche, Stellantis è pronta ad abbandonare alcuni fornitori. "Quando i fornitori non corrono alla stessa velocità dei nostri team, i nostri team vedono un grande vantaggio nell’in-sourcing - ha detto l'ad Carlos Tavares ai giornalisti durante una teleconferenza da Melfi, nel sud Italia -. Arrivi alla conclusione che ciò che hai esternalizzato, puoi farlo internamente".

Stando a quanto riporta Automotive News Europe, l'azienda, così come altre case auto, starebbe esercitando pressioni sui fornitori per ottenere ulteriori riduzioni dei costi.

La pressione cinese

La notizia chiaramente va letta alla luce dell'arrivo, sempre più imminente, della concorrenza cinese, i cui prezzi si preannunciano particolarmente competitivi. BYD, ad esempio, prevede di offrire la sua berlina Seagull l'anno prossimo ad un prezzo inferiore ai 20.000 euro, tuttavia c'è sempre la questione dei dazi.

L'Unione europea dovrebbe prendere una decisione a breve, probabilmente dopo le elezioni per il Parlamento che si terranno questo weekend. Ad ogni modo, stando agli analisti le case auto cinesi hanno già un certo margine sui guadagni che non gli dovrebbe far temere troppo questa misura.

Stellantis e i suoi partner

Tra i fornitori dell'azienda ricordiamo che ci sono anche Valeo, Continental, Magna International, Forvia e Aptiv. Tavares ha detto che Stellantis e i suoi partner stanno inoltre adeguando i livelli di investimento per le batterie dei veicoli elettrici per soddisfare la domanda dei veicoli.

Infine, parlando di Melfi, dove si producono modelli Jeep e Fiat, Tavares ha affermato che "produttività e qualità sono migliorate" e che prevede di consentire allo stabilimento di produrre la propria elettricità. I prezzi dell’energia in Italia, infatti, sarebbero “totalmente non competitivi”.