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Stampare auto elettriche? A Stellantis non piace

Il costruttore italo-francese spiega perché non apprezza la tecnica produttiva del megacasting sdoganata da Tesla

La Giga Press della bresciana Idra

Pietro Cardone Pietro Cardone

Di: Pietro Cardone

10 ott 2024 alle 15:30

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Quella del megacasting è una tecnica di produzione che sta rivoluzionando il mondo dell'automobile. La prima a crederci e utilizzare le Giga Press (quelle dell'italiana Idra) è stata Tesla per la produzione della sezione posteriore del telaio della Model Y. Ora sempre più costruttori si stanno avvicinando a questa soluzione costruttiva. Ma c'è chi, come Stellantis, resta riluttante.

Nessun vantaggio secondo Stellantis

Nel corso del Factory Booster Day 2024, svoltosi nello stabilimento di Mirafiori, a Torino, Arnaud Deboeuf, chief Manufacturing officer di Stellantis, ha illustrato la posizione del gruppo riguardo al megacasting. "Abbiamo effettuato diversi studi interni per valutare questo processo produttivo, ma non abbiamo evidenziato alcun vantaggio nell'utilizzare il megacasting", ha spiegato Deboeuf.

Le nuova Giga Press svizzere di Volvo

Le nuova Giga Press di Volvo

Secondo il responsabile, non esistono vantaggi concreti che giustifichino l'investimento necessario per passare a questo tipo di produzione, sia dal punto di vista del processo produttivo stesso, sia dal punto di vista delle spese in conto capitale (ovvero il flusso di cassa che dovrebbe essere investito per l'acquisto, il mantenimento e la gestione dei macchinari in questione), ma anche per quanto concerne il post-vendita.

Le difficoltà

Andando nel dettaglio di quanto affermato, il problema principale di questa tecnica produttiva è rappresentato dal costo delle Giga Press. Inoltre, al di là del costo di acquisto del macchinario, bisogna tenere in considerazione i costi di gestione, più importanti rispetto ad altre attrezzature più semplici. Altro aspetto da non sottovalutare, sempre secondo Stellantis, è la maggiore complessità di riparazione delle parti del telaio prodotte con questa tecnica in caso di incidente.

Le nuova Giga Press svizzere di Volvo

Il dettaglio di una parte del telaio prodotta con una Giga Press

C'è chi ci crede

Ma non tutti sono dello stesso parere. Anzi, sempre più costruttori si stanno avvicinando a questo tipo di soluzione per la realizzazione delle proprie vetture. Detto di Tesla, infatti, Volvo ha già installato due Giga Press nello stabilimento di Torslanda in Svezia e prevede di aggiungerne un'altra prossimamente. Anche Zeekr ne sta utilizzando alcune nello stabilimento di Hangzhou Bay per produrre sezioni posteriori della station wagon 001 e la berlina 007 e il minivan 009 (sulla base del quale nasce anche la Volvo EM90).

Nel 2026, anche Lexus inizierà ad utilizzare le gigapress per la produzione dei suoi veicoli elettrici, a partire dalla LF-ZC, mentre nel 2027 sarà il momento di Nissan, che attraverso questa tecnica mira a ridurre i costi di produzione nell'ordine del 30%.

A proposito di gigapresse

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