Elon Musk "ministro" non piace (e danneggia Tesla): il sondaggio
Secondo un studio negli Stati Uniti, il numero 1 della Casa ha un basso indice di gradimento: colpa dell'amicizia con Trump
Tesla non rende più come un tempo. A dirlo sono i numeri. Ma le cause? Secondo un nuovo studio condotto negli Stati Uniti dall'associazione no-profit EV Politics Project, una delle possibili risposte è da cercare nelle scelte politiche del ceo Elon Musk.
Il think-tank ha intervistato 600 proprietari di auto elettriche. Di questi, il 20% ha dichiarato di voler acquistare di nuovo un veicolo elettrico come prossima auto, con il 37% dei quali, però, che ha dato a Tesla il peggior indice di gradimento di qualsiasi altro marchio esaminato.
Un sondaggio non troppo accurato
Il campione, come anticipato, ha incluso 600 persone, un numero che, dobbiamo dirlo chiaramente, è piuttosto basso rispetto alla popolazione americana e ad acquirenti o possessori di auto a zero emissioni, ma che ha comunque rivelato alcuni dati interessanti: in base infatti ai risultati di vendita degli ultimi due anni, gli acquirenti di veicoli elettrici dovrebbero essere piuttosto appassionati alle auto Tesla.
L'azienda, che ha sostanzialmente dato il via alla "rivoluzione elettrica", è ancora oggi il più grande produttore di veicoli elettrici negli Stati Uniti e la sua Model Y è attualmente l'auto elettrica più venduta al mondo. Nonostante questo, però, una buona percentuale del campione analizzato si è espresso a sfavore delle auto del brand.
Ma perché l'opinione pubblica si è spostata così pesantemente contro l'azienda, soprattutto tra i suoi acquirenti più importanti? Secondo EV Politics Project, il problema può essere visto come "uno sforzo bipartisan per comprendere meglio il crescente divario tra repubblicani e democratici (e indipendenti) sull'adozione dei veicoli elettrici". Colpa della politica dunque.
La politica che non perdona
Per capire meglio la questione, bisogna analizzare le scelte effettuate da Musk negli ultimi mesi. Il manager, infatti, dopo un decennio impiegato a posizionare i suoi brand contro il cambiamento climatico e le lobby dei combustibili fossili, ha fatto una decisa inversione di rotta, iniziando a investire tempo e soldi a favore di un politico che, storicamente, ha criticato le auto a zero emissioni e che in più occasioni ha definito il cambiamento climatico una "bufala".
Inoltre, le politiche industriali e ambientali del presidente rieletto stanno anche rallentando i progressi degli Stati Uniti nella corsa all'elettrificazione, sebbene Musk abbia affermato che la perdita dei crediti d'imposta per le auto a zero emissioni, come intende fare Trump, sarà qualcosa che avvantaggerà Tesla nel tempo.
Non c'è da stupirsi, dunque, che l'attuale atteggiamento del manager e ceo stia allontanando gli acquirenti di veicoli elettrici dai suoi marchi. Negli Stati Uniti, infatti, non sono molte le persone che desiderano acquistare un'auto e contemporaneamente sostenere un Governo che a sua volta sostiene l'aumento delle trivellazioni, la riduzione delle norme ambientali e la revoca degli incentivi che, di fatto, stanno ancora rendendo le auto elettriche più economiche.
E la situazione in Europa?
Nonostante la "lontananza" politica del Vecchio Continente, anche in Europa le vendite di Tesla sono in netto calo. Nel solo gennaio, la Casa ha perso circa il 50% rispetto allo stesso periodo nell'anno precedente: una situazione che vede Francia e Germania in cima.
Come può Tesla arrestare questo declino? I modelli a prezzi accessibili promessi dall'azienda saranno sicuramente d'aiuto. Ma ciò richiederà disciplina e concentrazione da parte del ceo, due cose necessarie per lanciarli in modo efficace.
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