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Sapevate che Tesla sfrutta il Cybertruck per fare esperimenti?

L'obiettivo è valutare le nuove tecnologie per riproporle eventualmente su modelli in arrivo. Ma resta un dubbio

Tesla Cybertruck
Foto di: Tesla

Lo scintillante Cybertruck di Tesla non è solo una calamita per occhi. A eccezione infatti della carrozzeria in acciaio inossidabile, il pick-up elettrico rappresenta un'anticipazione del futuro della Casa. La prova?

La dà lo stesso costruttore nella slide deck pubblicata durante la conference call con gli azionisti che rivela i risultati dell'ultimo trimestre 2024. Stando quindi al documento, pare che lo spigoloso pick-up non sia altro che un esperimento su ruote, pensato per testare le tecnologie di cui Tesla va tanto fiera e per riutilizzarle sulla piattaforma veicoli di prossima generazione. 

Elon Musk con il Cybertruck
Foto di: Tesla

Le Tesla di domani

L'architettura in questione sarà a 48 volt (come dimostra il manuale di istruzioni inviato ad altri produttori e titolato "Come progettare un veicolo a 48 volt") e monterà batterie da 800 V. In più, secondo Tesla, varie altre soluzioni si sposeranno con veicoli "ad alta potenza".

Anche i sistemi steer-by-wire troveranno spazio in tutta la gamma, così come la ricarica bidirezionale del robotaxi Cybercab. Ad apparire in altri modelli - ma non tutti, dati i costi - potrebbero essere poi i vetri stratificati, le ruote posteriori sterzanti e le sospensioni pneumatiche.

 

Idea originale o correzione di rotta?

Solo un elemento rimarrà saldamento ancorato al Cybertruck: l'esoscheletro in acciaio inossidabile. Più precisamente, in acciaio inox grezzo laminato a freddo e applicato alla carrozzeria del pick-up, per dare al veicolo un aspetto decisamente polarizzante. Obiettivo - possiamo dire - centrato in pieno.

In ogni caso, il pick-up elettrico rappresenta un terreno di prova, una palestra delle future tecnologie Tesla che i cosiddetti early adopters hanno anche pagato, in tutti i sensi. La domanda è: il Cybertruck nasce per diventare un best-seller o davvero la Casa ha sempre avuto idee diverse?