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Accelerare fa bene alla batteria dell'auto elettrica, lo studio

Una ricerca di Stanford svela un paradosso sorprendente che offre spunti di riflessione interessanti sullo stile di guida

Hyundai Ioniq 5 N on track

Foto di: DW Burnett / Motor1

Di: Rob Stumpf

Tradotto da: Eleonora Lilli

8 lug 2025 alle 07:00

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Ai tempi dei carburatori e della benzina al piombo, le auto lasciate troppo tempo ferme o guidate con troppa delicatezza finivano per "singhiozzare". Il meccanico, allora, proponeva un rimedio tanto semplice quanto efficace: tirare il motore per bruciare i residui. E se vi dicessimo che qualcosa di simile vale anche per le auto elettriche?

Un nuovo studio pubblicato dal SLAC-Stanford Battery Center ha messo sotto torchio 92 celle commerciali per veicoli elettrici, testandole su 47 diversi profili di scarica in un periodo di due anni. L’obiettivo? Capire quale stile di guida permette di preservare meglio la batteria.

La sorpresa: le celle sottoposte a scariche dinamiche, cioè cicli che alternano accelerazioni, frenate e variazioni di carico tipiche della guida urbana, durano fino al 38% in più rispetto a quelle testate con una scarica costante, come in autostrada.

Perché la guida variabile fa bene

Lo studio ha evidenziato che la batteria degrada più lentamente se sottoposta a picchi di corrente brevi, come durante le accelerate in città. Soffre invece un decadimento più rapido con un consumo costante e prevedibile, come nei lunghi viaggi autostradali.

Questa dinamica è legata a due fattori: gli elettrodi positivi si deteriorano più rapidamente quando la batteria resta troppo tempo a un voltaggio alto, mentre gli elettrodi negativi si degradano se il livello di carica scende troppo spesso verso lo zero (bassa profondità di scarica).

I numeri non mentono

Lo studio dimostra che tenere la batteria sempre al massimo o al minimo non fa bene, meglio rimanere tra il 30% e il 70%, con qualche variazione naturale dovuta alla guida reale.

I ricercatori hanno misurato la durata della batteria in EFC (Equivalent Full Cycles) cioè il numero di cicli completi (da 0 a 100%) prima di arrivare all’85% di salute (SOH, State of Health) e i risultati sono i seguenti:

In pratica, una guida più “viva” può garantire anche 195.000 km di autonomia in più nel ciclo vita della batteria. Attenzione, però, non stiamo consigliando di partire sgommando a ogni semaforo, piuttosto che guidare sempre nello stesso modo, magari in autostrada a velocità costante, non è l’ideale per la longevità del pacco batterie.

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