Tesla debutta in India, ma la Model Y costa più di una BMW
Elon Musk vuole tornare a crescere entrando nel quarto mercato automobilistico più grande del mondo. Ma i prezzi sono quelli giusti?
Tesla ha finalmente fatto il suo ingresso nel mercato indiano, nove anni dopo che il CEO Elon Musk aveva lasciato intendere per la prima volta questa mossa. Tuttavia, l’arrivo avviene in un momento delicato: le consegne globali dell’azienda sono in calo e la sua espansione rallenta. Per questo, puntare al quarto mercato automobilistico più grande del mondo ha senso strategico.
Detto ciò, l’impatto sul volume complessivo delle consegne sarà inizialmente minimo. Tesla parte infatti con una presenza limitata, nessuna stazione Supercharger e una Model Y proposta a un prezzo da auto di lusso.
Il prezzo è quello "giusto"?
Il modello base a trazione posteriore della Model Y, importato dalla Cina, parte da circa 65.000 euro. Si colloca quindi in diretta concorrenza con marchi come BMW e Mercedes.
Il primo showroom indiano, chiamato “Experience Center”, apre oggi al Maker Maxity Mall, nel distretto affaristico di Bandra Kurla a Mumbai. Lo spazio espositivo, di circa 370 metri quadrati, sarà seguito da una seconda sede a Delhi entro fine mese.
I clienti indiani possono ordinare la Model Y prodotta in Cina già da oggi, con immatricolazione possibile a Delhi, Gurugram e Mumbai. Le consegne della versione base sono previste per il terzo trimestre dell’anno, mentre quella a lungo raggio dovrebbe arrivare entro l’ultimo trimestre.
Secondo TechCrunch, Tesla prevede di importare veicoli anche dallo stabilimento tedesco una volta finalizzato l’accordo di libero scambio tra India e Unione Europea, anche se resta da capire se ciò avrà un impatto sui prezzi.
Sfida numero 2: la ricarica
Oltre alla sfida di vendere un’auto elettrica costosa, Tesla dovrà costruire una rete di ricarica praticamente da zero. Attualmente in India non esistono Supercharger, ma l’azienda ha annunciato l’installazione di quattro stazioni a Mumbai e quattro a Delhi, dotate sia di ricarica rapida DC che di caricatori di Livello 2 per le destinazioni.
"Dal punto di vista dei volumi, per ora non è un’operazione significativa - ha dichiarato Jay Kale, analista con sede a Mumbai presso Elara Securities, a Bloomberg -. Ma serve a piantare il seme del brand. Con il tempo, se l’infrastruttura di ricarica migliora e la gamma di veicoli si amplia, Tesla potrebbe espandersi".
Nonostante le indiscrezioni su un possibile impianto di produzione locale, Tesla non ha ancora piani concreti in merito. Tuttavia, ha intensificato le assunzioni in India, segno di un investimento a lungo termine.
In un mercato dove i veicoli elettrici rappresentano appena il 5% e le auto di lusso solo l’1%, il cammino sarà tutt’altro che facile.
Fotogallery: Tesla Model Y 2025
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